Politica: “Diamo una prospettiva, non aut aut”

L’assessore del Pd alla salute non pensa che lo scontro interno alla coalizione che già si è aperto sul candidato presidente del 2018 sia utile al centrosinistra autonomista. Indicato tra i possibili papabili alla successione del governatore autonomista invita a concentrarsi su come riuscire a rilanciare il Trentino e a renderlo attrattivo.
www.lucazeni.it, 23 ottobre 2017

 

Intervista apparsa su l’Adige del 21/10/2017 a firma di Luisa Maria Patruno

 

Zeni: riconosciamo quanto fatto d Rossi ma il cambiamento deve essere costante.

 Sarà che nonostante la giovane età Luca Zeni è riuscito a nutrirsi – all’epoca della Margherita – di quella politica sapiente di matrice democristiana, che suggerisce di dare tempo al tempo, evitando di sprecare energie con colpi a vuoto o – peggio – che rischiano per ora solo di danneggiare la casa comune. Fatto sta che l’assessore provinciale del Pd alla salute vuole sottrarsi al rimpallo di dichiarazioni polemiche tra le forze della coalizione su chi debba essere il candidato presidente del 2018 – com PD-Upt da una parte e Patt dall’altra – e tra i big, con Dellai e Olivi apertamente contro Rossi e viceversa, cerca di tenersi sopra come l’olio parlando di politica, dialogo interno alla coalizione e soprattutto obiettivi concreti e priorità per il rilancio del Trentino, come si addice a un vero leader o aspirante tale.

 

Assessore Zeni, ritiene anche lei che vada “rigenerata” la coalizione, come dice Dellai, magari cambiando il presidente?

Penso che sia in parte fisiologico un dibattito di questo tipo alla vigilia delle elezioni politiche e provinciali, però serve anche responsabilità, perchè è un momento delicato per la politica. Ritengo che una chiave di lettura onesta ci imponga di riconoscere che questa legislatura è arrivata dopo la crisi, con risorse in calo e quindi la definirei una legislatura di cerniera tra quella pre-crisi e post-crisi. Ora, la vera scommessa è riuscire a rilanciare il Trentino e la discussione dovrebbe andare dunque oltre alle mere candidature e guardare alle prospettive.

Cosa intende dire?

Ritengo che il vero tema da sviluppare sia quello della competizione territoriale del Trentino partendo “dall’attrazione residenziale”, ovvero tutto quello che spinge a vivere in Trentino dato dall’offerta lavoro, la sicurezza e i servizi; l’altra, è “l’attrazione turistica”, intesa non solo con il turismo, ma anche come offerta culturale, e interconnessioni tra territori. Se noi indichiamo questi come obiettivi prioritari, penso che si riesca a capire come l’autonomia rappresenti lo strumento per raggiungerli. Di questo dovremmo parlare come coalizione.

 

Secondo lei oggi tra i partiti della vostra coalizione c’è una differenza di priorità per il Trentino?

Noi siamo una coalizione quindi ci sono forze politiche con sensibilità diverse, che cercano di farle emergere nelle scelte. Ma il vero tema è: una volta identificate le priorità e condivisa la necessità di un ricambio della proposta, perchè cambiano i tempi, riusciamo a riconquistare i cittadini e i territori? Io penso che sapremo farlo se riusciremo a ricostruire l’appartenenza a un progetto da parte della comunità, con i singoli territori che si sentono parte di un sistema e non si limitano alle loro rivendicazioni locali. I partiti della coalizione dovrebbero riuscire a rappresentare questa visione comune che è necessaria per fare vincere il Trentino.

 

Oggi dunque non c’è una visione comune?

Io riconosco a Rossi di aver dovuto lavorare in un contesto molto difficile, questo non significa che dobbiamo avere un atteggiamento conservatore perchè il contesto è cambiato e dobbiamo mettere in gioco la nostra capacità di innovazione e di essere sistema in maniera più forte: serve capacità di serietà, approfondimento, coesione della coalizione. Non possiamo parlare solo tatticamente di noi stessi o di ruoli.

Rossi ha dichiarato: o mi confermate presidente o lascio. Lei cosa ha pensato?

Innanzitutto Rossi ha detta una cosa molto positiva che è l’aver riconfermato l’appartenenza del Patt al centrosinistra. Poi penso che il fatto di porre le questioni in modo così netto non aiuti a ristabilire un clima positivo. Ci dobbiamo sedere intorno a un tavolo e discutere di elezioni politiche e anche di elezioni provinciali, perchè sono collegate, con un ragionamento serio su una squadra di parlamentari più forte possibile. Quando decidere il candidato presidente lo valuterà la coalizione assieme al presidente, ma senza darci oggi aut aut. Diversamente, la percezione dei cittadini non penso che sia positiva, perchè emerge solo il dibattito interno invece della prospettiva.

 

Il patto tra Pd e Upt cosa cambierà nella coalizione?

Pd e Upt vengono da una matrice comune, percorsi e tradizioni collegate. Quando è neto il Pd in Trentino si parlò di un percorso che avrebbe dovuto essere comunque convergente con chi diede vita all’Upt. E’ nelle cose che si cerca di recuperare maggiore collaborazione per essere più incisivi e rilanciare la coalizione. La rigenerazione deve essere costanteee. La scelta delle persone è molto a valle, dipende dalla capacità delle persone della coalizione di sapersi rinnovare e dare nuove prospettive.

 

Pensa che il Pd quando si arriverà al dunque riuscirà ad esprimersi in modo compatto sulla leadership o si spaccherà come al solito?

Il Pd ha fatto un grosso lavoro sul programma. Penso ci sia oggi una consapevolezza della responsabilità che abbiamo.

 

Lei che rapporti ha oggi con il vicepresidente Olivi e con i consiglieri del Pd?

Direi positivi. Con il gruppo e con il vicepresidente si collabora. La responsabilità che abbiamo ci porta a riconoscere che siamo parte di una squadra e lavoriamo nella stessa direzione.


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