«Più donne dove si decide, perché serve»

Le donne sono ancora lontane dall’avere la giusta porzione di rappresentanza nei luoghi del potere politico, in Italia come in Repubblica Ceca. Ieri sera a Palazzo Geremia, in Sala Falconetto, sono intervenute su questo tema Sara Ferrari, Assessora provinciale con delega per le Pari opportunità, Maria Chiara Franzoia, Assessora con delega per le Politiche Sociali del Comune di Trento e Marle Kousalovà, consigliera della Regione della Moravia meridionale e sindaca di Sivice.
M. Di Tolla Deflorian, "Trentino", 17 settembre 2017

 

 

Il contesto era la manifestazione “Le donne dell’aquila. Sulle orme dei profughi. 100 anni di esodo verso la Moravia”, organizzata dalla Circoscrizione di Mattarello. Oggi (alle 11) si conclude con l’ inaugurazione della targa in ricordo dell’esodo in Moravia della popolazione di Mattarello. Le tre relatrici ieri sera hanno portato le loro esperienze, accomunate dalla volontà di riuscire quanto dalle difficoltà di portare i numeri giusti della rappresentanza femminile in politica.

Per Maria Chiara Franzoia oggi è ancora centrale parlare di donne in politica. «Come donne abbiamo l’impegno morale di trasmettere ai giovani e ai nostri figli l'impegno civico in politica- ha detto. -Sento sulle spalle la responsabilità del passato, perché altre donne ci hanno precedute, e del futuro, per portare la visione e sensibilità delle donne, che sono complementari a quelle maschili, nei luoghi della politica». Sara Ferrari ha aggiunto «Oggi non basta rivendicare che è giusto essere presenti nei luoghi decisionali, oggi è importante spiegare che è utile alla società avere la diversità di genere là dove si decide, perché una società in quel modo sarebbe più competitiva e forte».

La sindaca di Sivice, Marle Kousalovà, ha spiegato che anche in Repubblica Ceca non si è riusciti a dotarsi di norme sulla rappresentanza di genere, e che anche in quel paese le donne in Parlamento o al Governo nazionale sono circa il 20% degli eletti. Va meno male, per non dire proprio meglio, nei comuni, con un 30% dei consiglieri eletti che sono donne. «Fra le difficoltà c’è la famiglia» ha chiosato Kousalovà, spiegando che lei stessa con quattro figli e nove nipoti ha «pochissimo tempo facendo politica».

Ferrari ha ricordato che la società italiana non ha ancora diviso bene i compiti nelle famiglie, con il risultato che anche da noi questo costituisce un freno di genere all’ingresso in politica.«Inoltre non basta candidarsi, le donne fanno ancora fatica a farsi conoscere, dunque a farsi votare» ha ricordato l’assessora. Dunque, come ha chiosato Franzoia, «gli strumenti giuridici ed elettorali per garantire la corretta rappresentanza alle donne sono ancora necessari». «Anche se siamo stufe di parlarne” ha commentato Sara Ferrari, ricordando che solo in Trentino, in tutta Italia, non è in vigore la regola della doppia preferenza di genere.


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