Nicoletti: «Pura fantasia un Patt con le mani libere»

 La liquida così: «Pura fantasia». Non usa giri di parole Michele Nicoletti nel commentare l’ipotesi di un Patt che si tenga le mani libere dal centrosinistra alle Politiche per poi riabbracciarlo alle provinciali. Le esternazioni in malga del governatore Ugo Rossi sul doppio approccio alle elezioni hanno avuto un merito: quello di compattare il Partito democratico contro le Stelle Alpine.
G. Tessari, "Trentino", 4 settembre 2017

 

Ma il parlamentare ammette anche di essere stupito dal tenore delle dichiarazioni del presidente della Provincia.

Nicoletti, ci voleva la riunione alla Brigolina per riesumare nientemeno che la politica dei due forni? «Ammetto che le parole di Rossi mi hanno stupito. Perchè l’accordo che avevamo fatto in questa legislatura come centrosinistra autonomista comprendeva tutti i livelli: le elezioni europee, quelle nazionali e le provinciali».

Un accordo che aveva dato buoni frutti. «Sì anche per il Patt. Lo stesso Mauro Ottobre è stato il frutto della legge elettorale. E l’accordo con la Svp ha permesso loro di fare un senatore in più. E la mia meraviglia è ancora maggiore visto che a Roma il dialogo sta continuando, sia con il Pd che con il partito di maggioranza altoatesina. Noi non abbiamo visto alcun segnale di un cambio di rotta: quindi non si capisce questa uscita del Patt. La volta scorsa si era fatto un chiarissimo accordo, anche con l’Upt».

Che pure si era tenuto allora le mani libere per Roma. «Perché l’Upt sosteneva Scelta Civica. Ma noi per fare l’accordo e candidare Vittorio Fravezzi chiedemmo un impegno scritto: dicendo che loro non avrebbero mai sostenuto una maggioranza parlamentare contro, o senza, il Pd. Quindi il pensare che oggi noi possiamo sostenere candidati di cui non si sanno le scelte future mi pare pura fantasia. Anche tecnicamente la scelta delle mani libere del Patt alle politiche non pare realizzabile: per dire la volta scorsa il simbolo del Patt non era nemmeno presente sulle schede».

La tempistica di una simile dichiarazione delle stelle alpine e, soprattutto, del leader della coalizione, non è chiarissima. «Sì non se ne capisce il motivo, a meno che non sia una sorta di messaggio per alzare il prezzo della trattativa. Noi comunque andiamo avanti per la nostra strada: quella cioè di riproporre un’alleanza molto chiara con l’Svp. E speriamo che il Patt ci possa stare».

Che ne pensa della scelta di un partito, gli autonomisti appunto, di proporre in solitaria un bilancio dell’attività di giunta? «Quando si presenta in pubblico i risultati di legislatura di una giunta ci si aspetta che lo faccia la coalizione, non solo un partito. Dovrebbe essere un momento di condivisione. Occorre che il presidente Ugo Rossi si renda conto di un aspetto importante».

A cosa si riferisce onorevole? «Al fatto che è stato eletto con i voti di tutto il centrosinistra, non solo con quelli del Patt. E la coalizione lo ha sostenuto in questi anni. Il bilancio quindi è semmai di tutti. Certo un’uscita così non aiuta...».

Non facilita il clima. «Infatti. Rossi è il garante della coalizione e dovrebbe essere il primo a favorire un clima sereno e positivo. Valorizzando il contributo di tutti».


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