#TRENTO - Il sindaco Andreatta delinea gli obiettivi della prossima manovra finanziaria

Numeri precisi, ancora, non ce ne sono. «Troppo presto» avverte il sindaco Alessandro Andreatta. Ma in vista della riunione politica della giunta, che lunedì prossimo impegnerà gli assessori per tutta la giornata, il primo cittadino inizia a tratteggiare i confini della prossima manovra finanziaria.
M. Giovannini, "Corriere del Trentino", 30 agosto 2017

 

Fissando obiettivi ormai consolidati — come la riduzione della spesa — e strategie più puntuali, come l’idea di «recuperare qualcosa dalla Provincia» facendo leva sull’impegno di Trento nell’accoglienza dei richiedenti asilo. «Ho chiesto ai dirigenti di ogni servizio — spiega Andreatta — di prospettare dei tagli di almeno il 2%. Poi, ovviamente, la decisione sarà politica». Con una scaletta già in parte definita. Almeno per le prime fasi: l’esame in giunta partirà la prossima settimana, con la possibilità di approfondire ulteriormente le indicazioni dei servizi nelle sedute successive. Per poter arrivare al primo confronto in commissione nella riunione della terza settimana di settembre.

Sindaco Andreatta, quindi sul bilancio 2018 la struttura di Palazzo Thun è già al lavoro.

«Sì, certo. Nell’ultima riunione di luglio, la giunta ha stabilito gli indirizzi che gli uffici dovranno seguire per la costruzione della nuova manovra finanziaria. I dirigenti hanno lavorato per tutto il mese di agosto e avranno tempo fino al 10 di settembre per definire il quadro».

Avete lasciato quaranta giorni di tempo. Con quali indicazioni?

«L’indirizzo principale che abbiamo dato agli uffici è lo stesso degli anni scorsi: il contenimento della spesa, che mai come quest’anno è diventato un mantra. Del resto, le risorse sono sempre di meno e quindi è necessario stringere ulteriormente la cinghia. In questo senso, abbiamo chiamato alla responsabilità i servizi, che già hanno fatto tanto. Ma è necessario lavorare ancora di più sulla parte corrente, senza intaccare la qualità dei servizi».

Un obiettivo tutt’altro che semplice.

«Lo sappiamo. Ma oggi bisogna muoversi in questa direzione, con previsioni puntuali. Tenendo conto, in ogni caso, che esiste anche un fondo di riserva che ci concede qualche piccolo margine».

Quanto dovranno tagliare gli uffici? Avete assegnato delle cifre o delle percentuali di riduzione?

«Non c’è una cifra precisa. Ma l’indicazione che abbiamo dato ai dirigenti è di provare a ridimensionare le spese di almeno il 2%. Sarebbe già un ottimo risultato».

Non tutti i servizi sono uguali però.

«È vero. E proprio per questo non applicheremo dei tagli lineari. Sappiamo che questa non è la strategia corretta. Vedremo quale sarà l’esito del lavoro degli uffici: se qualche servizio riuscirà a risparmiare di più potrà forse evitare tagli a un altro. Tenendo presente un aspetto fondamentale».

Quale?

«La decisione spetta alla giunta. Il lavoro tecnico degli uffici rappresenta un intervento preventivo, al quale seguirà la scelta politica legata agli obiettivi che ci siamo posti».

Oltre al contenimento della spesa, quali sono gli altri capisaldi?

«Come abbiamo già detto, cercheremo di non ricorrere alla leva tributaria e di mantenere inalterate le tariffe, ad eccezione di qualche minimo ritocco per pochi importi. Proveremo poi a recuperare qualche risorsa anche sul fronte provinciale».

In che senso?

«Sia chiaro, sul fondo perequativo vogliamo rispettare i criteri stabiliti da Piazza Dante. Ma Trento si fa carico di servizi in più rispetto agli altri Comuni, non ultimo quello relativo all’accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati politici. Un aspetto che deve essere considerato. Contiamo, infine, di recuperare qualcosa anche dagli arretrati legati alle spese di funzionamento delle politiche abitative».

Quali sono i prossimi passaggi in via Belenzani?

«Lunedì ne parleremo in giunta, nella riunione “politica”. Conto poi di portare un primo documento nella commissione competente nella terza settimana di settembre».


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