Barozzi: «Il Garda si deve raggiungere in treno»

È il sindaco di Mori, e pur conoscendo bene Rovereto, dice «non so poi così bene interpretarla». Ma è indubbio che anche per Stefano Barozzi la nostra città rimanga inevitabile polo di riferimento. «Lo è per l’istruzione, per l’ospedale, per i servizi e le attività economiche, la rete dei trasporti pubblici. È evidente che la Vallagarina, e con essa Mori, graviti su Rovereto».
G. Lott, "Trentino", 30 luglio 2017

 

Sindaco, qual è per lei la strategia su cui puntare per dare una prospettiva futura alla città? Senza alcun dubbio, l’asse Rovereto-Alto Garda. Il lago di Garda sta vivendo un nuovo boom turistico e sarebbe stupido non guardare all’enorme flusso di persone che sono dirette lì. Mori sta cercando la propria identità su questo asse, ma è una scelta obbligata anche per Rovereto. In quest’ottica va visto il potenziamento delle stazioni ferroviarie, sia in chiave di trasporto locale che dal punto di vista turistico. Ad esempio è un fatto positivo la riapertura della stazione di Calliano, ma bisogna continuare a lavorare sul tema. Penso anche al potenziamento della rete ciclabile, che favorirebbe sia la mobilità locale sui percorsi scuola-lavoro, sia l’intercettazione dei flussi turistici che si muovono da e per il Garda, un fenomeno in espansione che è per noi una risorsa da non farsi scappare.

I conti bisogna farli con l’oste, cioè con la Provincia. La Vallagarina conta circa 90 mila abitanti, dei quali circa la metà sono rappresentati da Rovereto. La Provincia ha finora avuto grande attenzione per il mondo del lavoro, e ritengo il Polo della Meccatronica un ottimo punto di partenza per dare un futuro ai nostri studenti. Ma serve la forza dell’unione, tra comuni limitrofi. Finora ognuno è andato un po’ per conto proprio, con progetti magari incongruenti rispetto al contesto. Dobbiamo essere uniti per essere ascoltati.

E quali richieste farebbe, in quest’ottica di sviluppo? Se ci si impiega un’ora per raggiungere il Garda da Rovereto, nessuno torna indietro per una visita alla città. Come conferenza dei sindaci ci siamo impegnati per promuovere una mobilità sostenibile e rapida, sia attraverso le ciclabili, sia con la ferrovia.

Per collegarsi con il Garda in treno, come una volta? Per ora è solo un sogno, ma sarebbe una straordinaria occasione per far fruttare l’enorme potenziale di cui disponiamo. Valsugana e val di Non lo hanno mantenuto nel tempo e hanno fatto meglio di noi. Teniamo anche conto che la ricettività alberghiera del Garda ha dei limiti strutturali, e che si stanno aprendo nuove opportunità anche per il nostro territorio, se fosse collegato meglio al lago. A Mori hanno aperto negli ultimi anni tre o quattro bed & breakfast e stanno lavorando bene. È segno che il servizio è richiesto, e in prospettiva lo sarà sempre più. Oltre a offrire posti letto e ospitalità bisogna però valorizzare il nostro ambiente e promuovere un turismo compatibile. Lo stiamo facendo già con i Quattro Vicariati e Nago nell’ambito dei protocolli d’intesa per il Parco del Baldo.

Rovereto in un certo senso è complementare alle richieste del turista del Garda. Le attività culturali della città sono molte, e certo maggiori di quelle del Garda, e vanno valorizzate proprio in una chiave turistica. La Vallagarina e in particolare Mori offrono poi molti siti di interesse storico, legati alle Grande Guerra. Il museo della Guerra attira cinquemila visitatori l’anno, e su questi numeri si può costruire un’economia, che andrebbe a sostenere il territorio a fianco del produttivo.

Appunto, il produttivo. Ci abbiamo messo 20 anni a predisporre aree per insediamenti industriali, ma nel frattempo la Zona industriale si è svuotata per effetto della crisi. Le due principali aree sono sul territorio di Mori: Casotte e ex Montecatini. Le potenzialità sono molti interessanti, sia per la completa infrastrutturazione dell’area Casotte, dalla fibra ai collegamenti viari vicinissimi al casello dellA22. Le richieste ci sono, e si tratta di insediamenti appetibili. In un momento di pur timida ripresa, bisogna saper approfittare dell’occasione.


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