#ROVERETO - Filippi critica il primo cittadino «Non ha un’idea chiara sul futuro»

«Un’annunciopoli, esattamente come quelle che Valduga imputava ad Andrea Miorandi», così Luisa Filippi, consigliera comunale Pd ed ex assessora alla cultura del Comune di Rovereto definisce il bilancio e gli indirizzi tracciati dal sindaco Francesco Valduga dopo due anni di attività della sua giunta.
"Corriere del Trentino", 11 giugno 2017

Che cos’è cambiato a Rovereto in questi due anni?

«In primis sono diminuite le relazioni con i cittadini e il dialogo in Consiglio comunale, che pure Valduga dichiarava di voler rafforzare. È come se non avesse un’idea chiara sul futuro da dare alla città».

Può fare un esempio?

«L’area ex Alpe. Negli ultimi mesi di consiliatura Miorandi tutto era pronto per convertirla in asilo. Durante la campagna elettorale però, Valduga promise che sarebbe venuto incontro agli abitanti del quartiere e non avrebbe spostato la scuola materna dalla sua attuale sede vicino alla Chiesa, anche se era palese che la struttura non era più a norma. E infatti ad oggi il sindaco ha annunciato che l’asilo verrà trasferito all’ex Alpe, proprio come avevamo previsto noi, ma con due anni di ritardo».

E la nuova viabilità?

«Credo che Valduga parta dal presupposto sbagliato. Secondo ragionevolezza infatti bisognerebbe prima predisporre un nuovo piano per la mobilità e solo in un secondo momento passare alla pavimentazione di pregio delle aree pedonali. Il sindaco invece sta polverizzando il tesoretto da 9 milioni di euro a disposizione del Comune in tante frammentate opere di pavimentazione, come in Santa Maria o in via Paganini, ma senza un adeguato aggiornamento della viabilità quelle stesse strade si rovineranno e andranno ripavimentate nel giro di pochi anni».

Qual è il vostro giudizio sulla mobilità in centro?

«In campagna elettorale inoltre Valduga aveva annunciato che non avrebbe chiuso il centro storico al traffico, cosa che invece sta avvenendo. E qui ritorno all’importanza del dialogo: la chiusura di via Dante è stata decisa senza consultare prima i commercianti, che sono stati ascoltati solo dopo grosse proteste e restando comunque fermo l’annuncio dell’attuale giunta di ridurre i flussi sulla via. Ma potrei citare anche l’erosione del parco giochi sempre in via Dante per ampliare il campo da tennis, che ci è stata comunicata solo dopo essere stata condivisa con l’ente gestore del circolo».

Quali sono le prospettive di crescita derivanti dal protocollo d’intesa con la Provincia firmato venerdì?

«Anche qui torniamo a parlare di traffico: la tangenziale leggera per ridurre il numero di auto in città, cavallo di battaglia elettorale di Valduga, viene infatti ridotta nel protocollo ad opera di medio-lungo periodo e di conseguenza secondaria anche per lui che l’aveva proposta con tanto fervore. Occorre inoltre ricordare che l’accordo comprende investimenti, come quelli sul Polo della Meccatronica e su Progetto Manifattura, pensati molto prima che Valduga entrasse in carica. Senza considerare che il sindaco non fa menzione del perché abbia deciso di rinunciare alla costruzione della nuova casa di riposo in via Ronchi, per cui erano già stati spesi 5 milioni di euro, preferendo invece la ristrutturazione della Rsa di via Vannetti».

Veniamo alla cultura, a lei molto cara.

«Mi chiedo se la Quadreria comunale attiri abbastanza turisti da giustificare i duecentomila euro l’anno che servono a mantenerla e temo che questa giunta si stia ripiegando sulla “roveretanità” e sulla storia settecentesca della città, a discapito della cultura contemporanea, che invece andrebbe promossa, anche per il suo alto potenziale turistico».


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