Cyberbullismo e legge elettorale

La Camera ha approvato in via definitiva la proposta di legge contro il cyberbullismo, che prevede un insieme di misure volte alla prevenzione e al contrasto del fenomeno, con particolare attenzione alla tutela dei minori (sia autori, sia vittime di illeciti), favorendo e privilegiando azioni di carattere formativo-educativo.
Michele Nicoletti, 19 maggio 2017

 


Il provvedimento disciplina interventi in tema di tutela della dignità del minore sancendo la possibilità di rivolgersi, in caso di mancata rimozione dei contenuti dai social media, al Garante della Privacy e favorendo l'adozione di un piano d'azione integrato e misure di prevenzione in ambito scolastico.

L'idea è quella di rafforzare il piano delle prevenzione e i programmi di educazione all'uso consapevole della rete, introdurre specifiche sanzioni disciplinari ispirate alla funzione rieducativa e promuovere campagne informative e di sensibilizzazione.

Si tratta di una legge molto significativa che colma il vuoto normativo del nostro ordinamento.
Il fenomeno del cyberbullismo, grazie anche allo sviluppo della rete, ha visto un forte incremento in questi ultimi anni, assumendo la dimensione di un rilevante problema sociale. E' quindi nostro dovere intervenire sia sul fronte della repressione che su quello della prevenzione e dell'educazione. E da questo punto di vista, il previsto coinvolgimento delle scuole risulta di particolare importanza.

Qui trovate l'iter di approvazione.

Qui trovate un interessante dossier che ne delinea i principali contenuti.

 

SULLA LEGGE ELETTORALE

 

Prosegue in questi giorni in Commissione Affari costituzionali la discussione sulla legge elettorale. Dopo la bocciatura da parte del PD del testo base (che prevedeva, con qualche aggiustamento, l'estensione dell'Italicum - nella versione rivista dalla Corte Costituzionale - anche al Senato) proposta dal Presidente Mazziotti, il nostro partito ha presentato un altro testo.

Esso prevede (sia per la Camera che per il Senato) un sistema misto, nel quale la metà dei seggi sono assegnati su base maggioritaria (in collegi uninominali) e l'altra metà su base proporzionale (in collegi plurinominali con 2-4 candidati).
Per la parte proporzionale, la soglia di sbarramento per entrambe le Camere è del 5% su base nazionale, mentre l'assegnazione dei seggi è su base nazionale per la Camera e su base regionale per il Senato.

E' molto significativo ed importante che il PD abbia proposto un sistema di questo tipo, che, con alcuni aggiustamenti, prevede una dinamica di funzionamento analoga a quella del Mattarellum, la cui riadozione avevo proposto dopo il referendum costituzionale, con l'auspicio che non ci si rassegnasse ad un sistema proporzionale, ma si lavorasse per rimanere nell'alveo della democrazia maggioritaria, ove i cittadini possono determinare il Governo e l'indirizzo delle politiche nazionali.

Per quanto riguarda la nostra regione, la proposta mantiene anche per la Camera il sistema elettorale che avevamo previsto nell'Italicum e sul quale abbiamo molto lavorato (8 collegi uninominali e 3 seggi proporzionali).
Si tratta di un importante riconoscimento del nostro impegno e della specialità del nostro territorio.