Statuto, irrisolto il nodo della Regione Bolzano: «Più poteri alle Province»

Alla fine, a venire al pettine del percorso per la riforma dello Statuto è sempre il nodo della Regione. Sotto al velo ufficiale di una condivisione di intenti fra Trentino e Alto Adige (una «ridefinizione del suo ruolo»), si nasconde una diversità di vedute che accompagna da sempre il dibattito sulla riforma: «Vogliamo trasferire alle singole Province tutto quanto sia ora di competenza legislativa regionale» dice senza mezzi termini il presidente della Convenzione Christian Tschurtschenthaler.
E. Ferro, "Corriere del Trentino", 16 maggio 2017

 

Per parte trentina, invece, si sa, va per la maggiore l’idea che almeno in alcuni ambiti, dalla sanità alla mobilità, la Regione possa avere una sua veste specifica. Walter Viola, però, è ottimista: «C’è stata un’apertura, fino a qualche tempo fa la Regione per il Sudtirolo era un tabù – commenta – oggi almeno si ripone all’attenzione come un soggetto di raccordo. Rimane a ogni modo un nodo dirimente». Il vicepresidente del consiglio provinciale, membro della Consulta, spiega il perché con una metafora culinaria: «Altrimenti si rischia di mettere assieme riso e pasta, e uno dei due diventa scotto: non vorrei fosse il Trentino» afferma.

Nel cammino che porterà all’elaborazione di una proposta di revisione dello Statuto (già partito in salita nel momento in cui si sono individuati due organismi separati per portarlo a termine), la tappa di ieri ha visto incontrarsi i vertici degli enti chiamati a predisporre il documento finale: Giandomenico Falcon e Jens Woelk, presidente e vicepresidente della Consulta, hanno ospitato a palazzo Trentini Tschurtschenthaler e le due vicepresidenti Edith Ploner e Laura Polonioli in un incontro di un’ora e mezza, prima di confrontarsi con i componenti della Consulta.«C’è una condivisone di parte significativa dei due organismi nel concepire la Regione come risorsa a disposizione delle due Province e strumento di collaborazione» sostiene Falcon, individuandola come «base comune» sulla quale si innestano «differenze di tono e accentuazione». A Bolzano, infatti, aspirano a delegare la competenza legislativa alle Province facendo della Regione il mezzo con cui confrontarsi con Roma «perché le due Province da sole sarebbero troppo deboli» dice Tschurtschenthaler. «Non era scontato — osserva Viola — ora si dovrà capire se la Regione avrà un ruolo di coordinamento, se sarà la somma delle due Province o avrà un protagonismo istituzionale proprio, ma mi auguro si riuscirà a trovare un accordo».

Nei documenti predisposti finora i due organismi non sono entrati nel dettaglio delle competenze, «ma l’idea di base condivisa da entrambi è l’aspirazione all’autogoverno in tutte le materie in cui non ci siano evidenti ragioni in contrario — chiosa Falcon — le deleghe potrebbero diventare ad esempio competenze proprie espandendosi ad ambiti oggi non totalmente compresi, come ambiente, scuola o cultura».

I due organismi hanno condiviso, inoltre, la necessità di un preambolo al nuovo Statuto che contenga la valorizzazione delle ragioni dell’autonomia, la presenza delle due Province nell’Euregio, l’aspirazione dei Comuni ad avere un ruolo più significativo nel quadro delle decisioni provinciali, un’attenzione particolare alle minoranze linguistiche.


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