«Staffetta generazionale, Irap 0 per le imprese»

OLIVI: «Lo strumento fatica a prendere piede, come dicono i dati. Per questo stiamo pensando a ulteriori azioni di stimolo, sul fronte dell’incentivazione verso lavoratori e imprese. Tra queste, “l’Irap 0” per le aziende che ricorrono in modo significativo alla staffetta. Tuttavia serve più coraggio. Lo dico a dipendenti, giovani, imprese, sindacati: la paura non blocchi l’innovazione».
S. Voltolini, "Corriere del Trentino", 25 febbraio 2017

 

 

Alessandro Olivi, vicepresidente della Provincia, anticipa le contromisure che l’amministrazione sta valutando per far decollare la staffetta generazionale e gli altri strumenti volti ringiovanire il tessuto produttivo. L’intento è aumentare il ricorso agli strumenti, finora limitato: dalla fine del 2013 ci sono stati 36 accordi, per 62 lavoratori senior che si sono dimezzati l’orario a fronte di 43 giovani assunti in modo stabile (Corriere del Trentino di ieri).

Come giudicate il numero degli accordi stipulati in tre anni e mezzo: basso o sufficiente?

«Senza dubbio il dato dimensionale non è soddisfacente. Occorre trovare ulteriori azioni di stimolo per questa buona pratica. Ricordo però che la Provincia di Trento è l’unico territorio in Italia a prevedere incentivi così significativi per il ricambio generazionale nelle imprese e che le realtà economiche possono sommare diverse agevolazioni, statali e provinciali, in materia di occupazione. La strumentazione costruita è dal punto di vista dei contributi diretti la più significativa. Comunque, a dare una spinta in più aiuterebbe un intervento nazionale».

Riguardo agli aiuti, attualmente vengono corrisposti fino a 10.000 euro per compensare la perdita retributiva e contributiva del lavoratore senior che si riduce l’orario. Le aziende ottengono un taglio dell’aliquota Irap dell’1,08%. Aumenterete queste cifre, che corrispondono a un impegno finanziario di 600.000 euro provinciali e 300.000 ministeriali?

«Vorrei ulteriormente qualificate gli aiuti spingendo sulla leva fiscale. Intendo un alleggerimento dell’Irap e del costo del lavoro. L’occasione può essere la prossima manovra finanziaria, che sarà l’ultima della legislatura. Inoltre, va sostenuto di più l’incentivo dato dall’Agenzia del lavoro al dipendente senior che sceglie di ridurre l’orario».

Quindi, più di 10.000 euro al lavoratore e qualche punto percentuale aggiuntivo di taglio Irap?

«Sì, non so dire ancora di quanto si potrà rafforzare la prima agevolazione. Per l’imposta sulle attività produttive, l’idea è estendere “l’Irap 0” prevista nella recente manovra per le realtà che aumentano del 5% la propria occupazione. Si potrebbe concederla alle aziende che spingono in modo significativo sulla staffetta generazionale, che sottolineo ha un portato di innovazione e efficienza. Farò una proposta precisa in questo senso. Ma c’è un’altra cosa da dire, ed è il secondo punto su cui lavorare. Vedo delle resistenze verso l’innesto di energie nuove nel tessuto produttivo, in un’ottica di protezione sociale».

Paura sia da parte del lavoratore che degli imprenditori?

«Sì, senz’altro occorre più coraggio. Dobbiamo colmare il gap culturale verso questa forma di investimento. Io capisco i timori dei dipendenti. La riforma Fornero e il problema degli esodati non hanno aiutato, qualcuno si è spaventato. Quindi, invito tutti a fare la propria parte per un nuovo patto generazionale nel lavoro: imprese, giovani, lavoratori, anche i sindacati devono sostenerci. L’innovazione sociale e di efficienza, per lo sviluppo, rappresentano una svolta di paradigma nelle politiche industriali che può fare bene al Trentino».


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