Maestri: «Tradito un patto elettorale»

Quando dice che «si sta tradendo un patto elettorale» Lucia Maestri (Pd), prima firmataria del ddl sulla doppia preferenza di genere insieme a Giacomo Bezzi (Fi), si riferisce alla posizione espressa da Mauro Gilmozzi a nome dell’Upt al vertice di maggioranza di lunedì.
C. Bert, "Trentino", 21 settembre 2016

 

«La maggioranza ha firmato e depositato un disegno di legge e un emendamento dieci giorni fa - ricorda la consigliera - qualcuno si sta sfilando». «In ogni caso - ammette - anche con una maggioranza granitica, 5300 emendamenti delle minoranze sono uno scoglio difficile da superare». Che succederà ora? La legge, la cui discussione è cominciata la scorsa settimana, tornerà in aula a inizio ottobre. Così com'è, è ormai evidente che non ha chance di essere approvata, nonostante il governatore Ugo Rossi abbia chiesto alla maggioranza di essere «compatta su un impegno che fa parte del programma elettorale».

La mediazione potrebbe essere trovata sulla terza preferenza di genere con la seconda bloccata (come nella legge elettorale con cui si voterà alle Europee dal 2019 (seconda preferenza di genere diverso se si danno due preferenze, una almeno di genere diverso in caso di tre preferenze, pena l’invalidità delle ultime due). Maestri non si sbilancia: «Questa non è una legge del Pd e non appartiene solo a chi l’ha firmata ma a un pezzo di Trentino. Bisognerà fare una riflessione con chi l’ha condivisa, ci sono posizioni più intransigenti ed altre più disponibili».

Il Comitato Non Ultimi (ne riferiamo nel pezzo a fianco) ha già bocciato la terza preferenza come «irricevibile». Giacomo Bezzi, l’altro proponente del disegno di legge, ha buon gioco ad attaccare la maggioranza: «Le donne trentine sapranno chi ringraziare - dice - questa è l’ennesima dimostrazione che il centrosinistra autonomista non è una coalizione politico-programmatica ma un insieme di persone che pensa al potere. Io ho la coscienza a posto, ho fatto quello che potevo». Anche lui boccia la terza preferenza: «È una procedura caotica, serve un sistema elettorale lineare. Se il centrosinistra vuole affossare la legge, se ne assuma la responsabilità». 


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