Presidenza A22, è scontro. Il Pd all’attacco di Rossi

Mentre infuria la bufera su Baratter, il Pd medita se andare allo scontro con il governatore Ugo Rossi sulla presidenza dell’A22, ruolo per il quale la giunta regionale ha indicato l’avvocato Andrea Girardi, uomo vicino al Patt e al governatore. Oggi la giunta provinciale dovrebbe nominare il componente del cda di nomina provinciale e il Pd deve scegliere: accettare la prerogativa del governatore di indicare il presidente e concentrarsi sul nome da proporre come consigliere.
C. Bert, "Trentino", 8 aprile 2016

Per il posto si è proposto l’ex parlamentare Luigi Olivieri, ma nel Pd c’è chi vorrebbe altro; oppure contestare l’indicazione di Girardi chiedendo un confronto di maggioranza sulla governance della società, come propone il vicepresidente della giunta Alessandro Olivi. Il gruppo Pd è convocato per oggi alle 9, prima della giunta. Ieri il confronto interno ai Dem non ha sciolto i dubbi su quale linea adottare, dopo l’accelerazione impressa da Rossi che ha fatto asse con il governatore altoatesino Kompatscher, così che la giunta regionale mercoledì ha nominato i propri quattro rappresentanti nel cda di Autobrennero che scade il 28 aprile: l’avvocato Andrea Girardi, uomo del Patt e attuale commissario della LaVis, è stato indicato per la presidenza, Walter Pardatscher confermato amministratore delegato, Antonio Armani (presidente dell’Ordine degli ingegneri di Trento, vicino all’assessore Upt Mauro Gilmozzi) e Maria Anna Gasser Fink (sindaco di Chiusa). Violetta Plotegher, assessora regionale Pd, si è astenuta.

E ieri Olivi ha stoppato Rossi: «No, così non va. Sulla governance dell’A22 serviva una condivisione a monte che non c’è stata. La scelta di indicare Girardi come nuovo presidente non è stata condivisa e inquadrata in un ragionamento complessivo». «La scelta del presidente dell’Autobrennero può essere una prerogativa del presidente della Regione e in questo caso della Provincia, non contesto questo - prosegue il vicepresidente - ma parliamo di una società strategica, non condivido il fatto che sia stato proposto un nome per la presidenza prima che tutti gli organi coinvolti si siano pronunciati». Tra questi, appunto, la giunta provinciale. «Non c’è stato un solo momento dove se ne sia parlato in giunta. Il Pd attendeva che, vista la delicatezza del tema, il presidente ci proponesse un ragionamento su un cda che ha un cono di luce lungo. Siamo arrivati alla proroga della concessione con un lavoro lungo, ma questo non è il risultato solo di Rossi, hanno cooperato i parlamentari trentini e il Pd al governo, con un ministro, Delrio, che ha fatto scelte non scontate. Sarebbe stato giusto aprire una discussione tra giunte di Trento e Bolzano, serviva un approccio istituzionale aperto». Ma nello stesso Pd c’è anche chi osserva che la partita A22 era aperta da mesi e gli assessori Pd avrebbero dovuto porre per tempo il tema al governatore, senza aspettare il blitz di Rossi in giunta regionale.

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- A22, Rossi pronto alla crisi, T. Scarpetta, "Corriere del Trentino", 8 aprile 2016

TRENTO Consiglieri e assessori del Pd si sono incontrati ieri a pranzo, ma non hanno condiviso cosa fare oggi in giunta. Ci riproveranno questa mattina. Devono decidere come comportarsi con Ugo Rossi, che senza comunicare alcunché, mercoledì ha presentato in giunta regionale i quattro nomi (Walter Pardatscher, Maria Gasser Fink, Antonio Armani e Andrea Girardi) per il nuovo consiglio di amministrazione, indicando nell’attuale commissario della cantina LaVis Girardi il prossimo presidente della più grande società del Trentino Alto Adige.

L’accelerazione del governatore ha colto alla sprovvista i democratici, che a venti giorni dall’assemblea dei soci del 28 aprile non avevano ancora pensato a una rosa di nomi. L’assessora regionale Violetta Plotegher non ha potuto fare altro che astenersi. Ieri, tra Alessandro Olivi e Ugo Rossi, sono volati gli stracci. «Nessuno di noi contesta la competenza del presidente in materia di nomine — spiegava in mattinata il vicepresidente —, ma non si può procedere a nomine di questo tipo senza nemmeno condividerle con i propri alleati. Nessuno nega che Rossi abbia fatto bene il suo lavoro, insieme ad altri, per quanto riguarda il rinnovo della concessione autostradale ad Autobrennero, ma se non sbaglio il governo che ha permesso ciò che pareva impossibile è quello del Pd. Forse ci potevamo attendere un minimo di coinvolgimento».

Due le ipotesi in campo per questa mattina in giunta. La prima è di chiedere a Rossi di riaprire la discussione. Scontato il no del governatore. A quel punto il Pd farà un suo nome, ma rivendicando che possa essere indicato dall’assemblea dei soci come presidente». Il governatore ha già fatto sapere cosa farà se la presidenza Girardi dovesse essere messa in discussione: crisi di giunta. È ormai una minaccia piuttosto ricorrente. Si tratta, in ogni caso, di un piano di difficile realizzazione: è vero che formalmente è l’assemblea a nominare il presidente, ma il socio di maggioranza è la Regione, che una scelta, condivisa con Bolzano, l’ha già fatta. Il piano B è stigmatizzare la forzatura e fare comunque un nome. Il più probabile è quello di Gigi Olivieri. Non particolarmente gradito a Luca Zeni, che avrebbe anche sconsigliato guerre aperte con Rossi. C’è anche chi chiede che sia una donna. In questo caso, però, non Sara Ferrari, che sostiene Olivieri. Tra le ipotesi anche l’ex segretario della Cgil, Paolo Burli e Alberto Pacher, che ha tuttavia declinato l’invito (per la presidenza) di Olivi.

Anche i due candidati segretari intervengono sulla questione. «La scelta del cda di A22 — osserva Italo Gilmozzi — deve essere condivisa in maggioranza perché, per la sua importanza, ha a che vedere con il governo stesso del territorio. Nessuno mette in dubbio la legittimità della scelta di Rossi, ma decidere escludendo gli alleati è poco corretto e politicamente inopportuno».

Per Elisabetta Bozzarelli «sono proprio episodi di questo tipo che rivelano quanto bisogno ci sia di un Pd solido». «Se tutta la discussione si riduce a quanto siamo vicini al livello nazionale e non ci preoccupiamo del nostro radicamento sul territorio, come pensiamo di poter dare risposte puntuali alle domande della nostra comunità?».


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