#8marzo - Donne, occupazione al 62% Ferrari: «Si perde competitività»

Si celebra oggi la giornata internazionale della donna, ma nelle istituzioni e nei luoghi decisionali «il valore femminile non è sufficientemente riconosciuto» sottolinea l’assessora Sara Ferrari citando. Ad esempio, il 26% di donne presenti nei consigli comunali trentini. Il tasso di occupazione femminile in Italia, poi, non raggiunge il 50% (in Svezia è al 77%, in Trentino al 62%). «Non si tratta solo di una questione etica — evidenzia Ferrari —. La mancata valorizzazione delle donne fa perdere competitività alla nostra comunità». 
E. Ferro, "Corriere del Trentino", 8 marzo 2016

 


Nel 70esimo anniversario del voto alle donne, «la presenza femminile nei consigli comunali della provincia si ferma al 26%, le sindache non sono aumentate rispetto alle precedenti elezioni — osserva Ferrari — i dati positivi, come la crescita di consigliere nelle Comunità di valle e del numero di assessore, sono dovuti a previsioni di legge». 
E il Trentino «è l’unica regione a non aver ancora recepito la normativa sulla doppia preferenza nelle elezioni amministrative e ora dovrà fare battaglia per ottenerla anche per il consiglio regionale e provinciale». Proprio per questo è nato il comitato «Non ultimi», presieduto da Giulia Robol. 
Sulla partecipazione politica di uomini e donne ci sarà l’occasione di riflettere giovedì alle 20.30 nella sala di rappresentanza della Regione, assieme allo scrittore Filippo Maria Battaglia e alla giornalista Lorella Zanardo, che interverrà anche venerdì mattina all’istituto Marie Curie di Pergine in occasione dell’anteprima del film «Suffragette». A scuola sarà presente anche l’Anpi: oggi alle 10.30 al liceo Da Vinci e alle 10.45 al liceo Scholl a testimoniare che «le donne sono state fondamentali nel sostegno alla Resistenza». Donne che oggi «sono le prime vittime del fanatismo religioso e delle guerre e che come migranti sfuggono al terrore per portare in salvo i propri figli: a loro l’Europa ha l’obbligo morale di aprire le proprie porte». 
A queste ultime in particolare, per le quali il Mediterraneo è anche teatro di violenza sessuale, la Commissione provinciale pari opportunità dedicherà la serata di lunedì con la proiezione alle 20.30 di tre documentari al cinema Astra (tutte le iniziative per l’8 marzo si trovano su pariopportunita.provincia.tn.it). È proprio il Trentino Alto Adige, tuttavia, secondo l’istituto Demoskopika, la regione «più violentata» d’Italia tra il 2010 e il 2014 con circa 88 episodi di violenza sessuale ogni centomila donne residenti secondo il dato standardizzato. In valori assoluti, invece, in regione si sono consumate il 2,3% delle violenze sessuali italiane. 
È in campo lavorativo che la situazione del Trentino «è decisamente migliore di quella nazionale» come sottolinea la dirigente dell’Agenzia del lavoro Antonella Chiusole: «Nel terzo trimestre del 2015 il tasso di occupazione femminile ha raggiunto il 62% a fronte della media nazionale inferiore al 50 — evidenzia —. La differenza tra occupazione maschile e femminile in provincia è del 14%, in Italia al 20. Tuttavia se in Trentino le donne lavorassero con la stessa intensità degli uomini, potremmo avere ventimila lavoratrici in più». 
«Nonostante qui si faccia molto — conclude la consigliera di parità Eleonora Stenico — ancora oggi circa 300 donne all’anno lasciano il lavoro alla nascita di un figlio». 

 

 


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