Contro il nuovo muro una catena umana «Vogliamo un Brennero che unisce»

Un secco «no» ai muri, a quelle barriere che l’Austria ha deciso di ripristinare al Brennero e lungo gli altri passi di confine. Un «sì» convinto, invece, all’Europa e all’Euregio. Questo il senso dell’appello promosso e sottoscritto dai consiglieri regionali del Partito democratico, da esponenti del mondo sindacale, associativo e culturale, della società civile e da singoli cittadini.
V. Leone, "Corriere del Trentino", 18 febbraio 2016

 

Un richiamo per un «Brennero che unisce», questo il titolo dell’appello, che prevede inoltre una piccola catena umana a cavallo del confine per sabato alle ore 11, con partenza dalla stazione di Trento alle 8.05. 
«Non è un’azione contro l’Austria — spiegano i promotori — alla quale va la nostra solidarietà visto il carico di rifugiati e che, come dichiarato dal suo governo, cercherà essa stessa per prima ogni forma di controllo alternativa alle barriere. Ma è un no deciso ai muri, che sono il sintomo dell’assenza di una politica europea, e che rappresentano la morte di un’idea e di una straordinaria occasione». E ancora: «Il nostro è invece un sì all’Europa, perché sappia impedire il ripiegamento su sé stessi degli Stati membri; e all’Euregio, perché prosegua nella positiva e forte azione avviata in questi giorni di una gestione comune di una simile urgenza». 
All’appello, che ha come prima firmataria la consigliera Lucia Maestri, hanno già aderito decine di persone: il gruppo provinciale del Pd (compresi l’assessore Olivi e il presidente Dorigatti), Lorenzo Dellai (deputato ed ex governatore), Roberto Bizzo (consigliere provinciale Pd della Provincia di Bolzano), e esponenti sindacali (Walter Alotti-Uil, Franco Ianeselli-Cgil, Lorenzo Pomini-Cisl) e rappresentanti della società civile come Andrea La Malfa e Sergio Bonagura (Arci di Trento e Bolzano), Massimiliano Pilati (Forum trentino per la pace), Vincenzo Passerini e molti altri. Questo il testo integrale: «Riteniamo che l’annunciata intenzione delle autorità austriache di costruire al Brennero una barriera per separare e registrare i migranti, sia incompatibile non solo con l’idea di un’Europa aperta, ma sia anche inconciliabile con il profondo significato anti-nazionalista che è racchiuso nella nostra autonomia speciale. Come ha scritto qualche tempo fa Étienne Balibar: i confini sono sempre meno geografici e sempre più sembrano ritagliarsi la funzione di “frontiere per l’interiorità”, diventando non solo la linea che divide due Stati, ma il luogo nel quali sono in gioco “le concezioni del mondo” e quindi — anche — “le concezioni dell’uomo”. E se in questo modo i confini diventano il punto “in cui bisogna scegliere” — quali i migranti e chi è di casa, quali i cittadini e chi non ha cittadinanza, dove quelli che i diritti li hanno e dove gli altri che invece, solo, li richiedono — il prossimo sabato 20 febbraio alle ore 11 saremo al passo del Brennero per darci la mano, disposti al di qua e al di là di un confine che non vogliamo diventi una linea d’esclusione». 
Il fronte della mobilitazione sul tema del ripristino dei confini è ampio: in questi giorni è stata infatti annunciata l’intenzione di replicare l’evento «Refugees Welcome Day», tenutosi a novembre scorso a Bolzano e che aveva registrato un successo di pubblico e un interesse da parte della cittadinanza notevoli. Un’iniziativa che era nata in maniera spontanea, dal basso e che era stata coordinata dall’organizzatore di concerti Vanja Zappetti, che aveva messo a disposizione il suo tempo e la sua esperienza. Questa volta, però, la giornata di musica, spettacolo e parole dedicata al tema dei rifugiati e dell’accoglienza si replicherà probabilmente in primavera, in un luogo il più vicino possibile al confine. 
Intanto, la Lega Nord del Trentino-Alto Adige ha indetto per oggi alle 11 un presidio al Brennero: «La situazione è ormai fuori controllo e con l’arrivo della stagione primaverile ed estiva vi sarà un aumento vertiginoso dei flussi migratori che farà nascere nuove problematiche di gestione e spazi. Rossi e Kompatscher devono battere i pugni e non chinarsi di fronte alle direttive di Renzi, Alfano e dell’Ente sovranazionale». L’iniziativa del Pd ha suscitato reazioni caute da parte di Kompatscher e Rossi: «I principi sono condivisibili — dice il governatore trentino — ma attenti a non trasformare l’iniziativa in un atto contro l’Austria. Tutti conosciamo lo sforzo di accoglienza che ha svolto finora». 


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