#LAVIS - Il ritorno dell’ex sindaco «Lavorerò al piano rurale»

Come anticipato ieri, dopo le dimissioni di Liliana Brugnara da assessore all'urbanistica della Comunità di valle Rotaliana Königsberg, il presidente Gianluca Tait ha affidato alcune importanti deleghe a Graziano Tomasin. In particolare, fra le altre cose seguirà per la Rotaliana le fasi di preparazione del Piano di sviluppo rurale, aspetto importante se non altro per la disponibilità di fondi europei per circa 6 milioni di euro.
"Trentino", 22 gennaio 2016

 

Sarà poi il rappresentante della Comunità, nell'osservatorio provinciale che dovrà discutere sul progetto Tav. L'ex sindaco di Lavis – ruolo che ha rivestito dal 1995 al 2003 – torna così a 64 anni ad un importante incarico amministrativo, divenendo una sorta di super consigliere delegato. In attesa che, a metà mandato, possa essere nominato assessore. Con una staffetta già decisa negli accordi di inizio legislatura. Dietro a queste scelte non ci sono retroscena politici, o contrasti interni alla giunta, assicura Tait. Le dimissioni di Brugnara, come conferma lei stessa, sono state davvero dettate da motivi personali. Ancor prima di questa novità, sembra comunque che Tait avesse già pensato di affidare a Tomasin la responsabilità su alcuni specifici progetti di pianificazione territoriale: quelli che richiedono un notevole impegno, ed hanno una prospettiva di medio o lungo periodo.

Quelli ovvero che necessitano anche di una certa continuità, pure nella figura del referente istituzionale, per i prossimi cinque anni. «Ho pensato a Tomasin per la sua esperienza amministrativa, ma anche per la sua disponibilità di tempo», commenta Tait. È lo stesso Tomasin – oggi pensionato – a spiegare quale sarà il suo incarico principale. Particolarmente corposo sarà l'impegno per il Piano di sviluppo rurale, che per altro mette insieme tre realtà territoriali: con la Rotaliana anche la val di Cembra e la Val dei Laghi. Servirà insomma un importante raccordo fra più enti, ma anche con la società civile ed i privati, che dovranno essere coinvolti nella pianificazione. «In sintesi, lo potremmo definire un progetto in campo agro turistico – spiega Tomasin –.

Ci occuperemo di valorizzazione del territorio, partendo dall'agricoltura, ma occupandoci poi anche di turismo, nonché della sostenibilità ambientale. Per esempio, potrebbe riguardare le fonti di energia sostenibile». Il tutto è ancora in una fase troppo preliminare per poter fare esempi concreti, e soprattutto mancano ancora le linee guida provinciali. Il progetto per la Rotaliana potrebbe comunque rappresentare un'importante occasione di slancio, anche a livello economico. In fondo questa è una terra di passaggio, con forti flussi verso l'area tedesca. La vera sfida sarà riuscire a coordinare le realtà già presenti, metterle in rete in una visione d'insieme, per riuscire a catturare a fini turistici il flusso di visitatori di passaggio.


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