PD, ecco i temi

Abbiamo vissuto gli ultimi anni e mesi del Partito democratico con profonda preoccupazione. Prima le liti, poi la fase di maggiore tensione e ora una fase di evanescenza. In pochi mesi siamo passati da oggetto della cronaca più che quotidiana a sporadici interventi del Partito democratico. La preoccupazione però è data dalla sensazione di mancanza di contenuti, di proposte, di coraggio. Lo dico perché in molti sperano in un Partito sempre dinamico, attivo e propositivo nel contesto della coalizione. Un partito che non si occupi di sigle ma di temi.
Giacomo Pasquazzo, 24 novembre 2015


Vorrei riportarne alcuni, che potrebbero essere discussi già nel corso del recente dibattito legato alla legge di stabilità provinciale. Ben vengano le recenti notizie relative alla Fem nel dopo Expo. Si spera che si possa concludere positivamente altresì l'iter legislativo circa le fattorie sociali, in modo tale da avviare, entro un quadro normativo definito, una collaborazione fra agricoltura e persone in difficoltà.
Un'altra proposta è che lo studente meritevole, come accade già, se è in difficoltà economica, possa contare sul sostegno per proseguire nel suo percorso di studi: tutto ciò in maniera indipendente rispetto alla sua provenienza.
Capitolo trasporti. Il pensiero va rivolto agli snodi fondamentali che possono aiutare i territori a crescere e ad essere collegati con la città in modo ecosostenibile; senza trascurare la valorizzazione delle ferrovie e la sperimentazione di corse più veloci. Inoltre non si possono dimenticare i collegamenti stradali più importanti con le zone a maggior trazione turistica. Sul fronte del lavoro, il «Progettone» è fondamentale per continuare ad includere maggiormente le persone nel tessuto produttivo. Non bisogna inoltre dimenticare i giovani e le loro difficoltà.
Il dinamismo degli enti locali e la maggiore partecipazione dei cittadini sono anche essi processi strettamente legati al futuro, processi molto propositivi.
Sono auspici e proposte che fanno parte del sentimento democratico. Sono proposte caratterizzate da equità, solidarietà e uguaglianza, con lo sguardo rivolto al futuro e con l'attenzione rivolta ai cittadini. Sono forme insomma di autonomia inclusiva. Il Partito democratico ha molto da dire se supera le divisioni e apre il confronto sulle idee e sul merito. Perché è fondamentale tornare ad essere protagonisti di questa fase politica che chiede ed esige un partito che abbia proposte e che sia attento all'ascolto dei cittadini. Non occupato nelle sigle, ma propenso a costruire il futuro.
Una riflessione va svolta poi sulla forma partito. Prima si è accennato al concetto di autonomia inclusiva e penso che un partito aperto e attento ai cittadini debba essere necessariamente confederato con il Partito Democratico nazionale. Confederato, cioè aperto a chi voglia condividere percorsi inclusivi nell'ambito del progressismo e nel coraggio delle proposte già indicate. Aperto a quanti sentano di condividere proposte e prospettive, al di là delle sigle. Un Partito che vuole lanciare una stagione di confronto magari anche sul prossimo Statuto di Autonomia. Proponendo e ascoltando, cioè tornando sui territori con umiltà. 


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