Volano, Nomi e Pomarolo uniti contro il progetto delle dighe

Sarà un consiglio comunale tutto dedicato alle dighe, quello di giovedì prossimo a Volano. L'amministrazione presenterà un documento in cui dirà il suo netto "no" al progetto di una centrale idroelettrica sul fiume. E lo stesso faranno tutti i Comuni della zona: quelli direttamente interessati (Nomi e Pomarolo) e quelli limitrofi, mentre la Comunità di Valle porterà e presumibilmente approverà un ordine del giorno del tenore analogo.
"Trentino", 29 ottobre 2015

 

Questo è stato annunciato martedì scorso a Volano, durante un'assemblea pubblica molto affollata, in cui la sindaca Furlini ha aggiornato la popolazione sulla ipotizzata centrale, attualmente al vaglio della valutazione di impatto ambientale.

Una settimana fa a Pomarolo, all'assemblea pubblica indetta dagli uffici provinciali, il no della popolazione e degli amministratori è stato forte e unanime. Cosa confermata dall'assemblea a Volano, dove numerosi erano i contadini. Marco Matté, responsabile della locale Coldiretti, si è detto preoccupato per le conseguenze sulle falde: «Se proprio vogliono fare energia pulita, basterebbe mettere una piccola turbina in acqua, senza creare salti e dighe - ha detto - noi contadini sappiamo bene che appena si tocca l'Adige l'acqua sale».

La stessa assessora all'agricoltura Zandarco testimonia le forti preoccupazioni tra i contadini. Graziella Bertolini, insegnante sta seguendo il progetto della scuola media dell'Alta Vallagarina: «La costruzione avviene in zona a rischio esondazione, e si dovrà sopraelevare il terreno di quattro metri, senza fare scantinati. Se si alza la falda, il progetto è a rischio». Massimo Ticò, comandante dei vigili del fuoco, testimonia di problemi continui ad ogni pioggia nelle cantine delle zone industriali già adesso. Il vicesindaco Ortombina rileva parecchi problemi ulteriori al progetto. «Ad ogni critica i progettisti aggiungono qualcosa per farlo accettare alla popolazione: se è così tanto sicuro, perché allora continuano ad aggiungerci qualcosa?

Inoltre non tiene conto del sottopassaggio alla ferrovia in aperta campagna, che spesso si allaga». «Dobbiamo essere determinati e uniti nel dire no a questo progetto - ha messo in guardia la sindaca Sandra Furlini - perché i progettisti sono convinti di andare fino in fondo». All'assemblea era presente il sindaco di Nomi Rinaldo Maffei, e c'erano anche i due consiglieri provinciali Baratter (Patt) e Manica (Pd) che hanno ribadito il loro no. «Se tre anni fa i Comuni avessero subito detto no - ha detto Manica riferendosi al lasciapassare votato da Volano e Pomarolo dalle precedenti amministrazioni - ora non saremmo qui ancora a discuterne».