Punti nascita, «salvi» per decreto

Il ministero della Salute lascia ben sperare per la sopravvivenza dei punti nascita, che non superano lo standard minimo di 500 parti all'anno, posto che a livello nazionale sono tanti: circa il 30%. Non è stata ancora fornita una risposta definitiva ma è stato garantito che verrà data a breve, forse entro la fine dell'anno, con un decreto ad hoc.
L. Patruno, "L'Adige", 1 ottobre 2015

 

Il sottosegretario Vito De Filippo ieri pomeriggio ha ricevuto al ministero il presidente della Provincia, Ugo Rossi , e l'assessore alla salute Luca Zeni, insieme al presidente altoatesino Arno Kompatscher, che avevano chiesto un incontro sul tema del punti nascita per verificare le condizioni prospettate dal ministero per un'eventuale deroga allo standard sul numero minimo di parti in Trentino e in Alto Adige.

«Già dal precedente incontro con la ministra Lorenzin e poi ora dalle parole del sottosegretario De Filippo - spiega al termine dell'incontro Rossi - abbiamo avuto conferma che il governo sta pensando a un ragionamento più strutturato sulla questione per considerare le eccezioni virtuose come potrebbe essere quella dell'ospedale di Cavalese dove, abbiamo fatto presente, il numero di parti cesari è molto basso, e realtà come il Trentino dove c'è un servizio di elisoccorso sulle 24 ore che non c'è in nessuna altra parte d'Italia. Naturalmente - aggiunge Rossi - il ministero ha necessità di confrontarsi con i tecnici per lavorare a una soluzione in correzione degli standard. Ad esempio, noi abbiamo chiesto di poter avere un anestesista al posto del pediatra previsto. Ma siccome il problema non è solo nostro dovranno analizzare le varie situazioni».

L'assessore Zeni aggiunge: «È stato un incontro positivo. Noi abbiamo chiesto al ministero di chiarirci bene cosa si può fare e cosa no sia sul numero che sugli standard e abbiamo ribadito le peculiarità della situatione trentina».


Il presidente Kompatscher ha precisato che: «ll governo sta lavorando alla stesura di un decreto in grado proprio di tenere conto di una serie di specificità locali, e i due presidenti delle Province di Bolzano e Trento hanno consegnato al sottosegretario un documento comune indirizzato alla Ministra della salute, Beatrice Lorenzin. Nel testo vengono presentate le richieste avanzate da Alto Adige e Trentino in materia di servizi sanitari negli ospedali di periferia, e si sottolinea come il 30% dei punti nascita italiani si trova attualmente al di sotto della soglia dei 500 parti annuali». Kompatscher ha definito l'incontro «molto costruttivo» dicendosi «convinto che si troverà una soluzione in grado di far convivere le necessarie garanzie di sicurezza, il rispetto degli standard di qualità, e le esigenze di assistenza sul territorio che emergono dalle zone periferiche delle due province di Bolzano e Trento».


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