Bolzano, il sindaco Spagnolli lascia: "Ostaggio dei veti"

Il sindaco di Bolzano Luigi Spagnolli si è dimesso dopo quattro mesi di difficilissime trattative con i Verdi e la sinistra per garantire una maggioranza al capoluogo altoatesino. A sorpresa il primo cittadino ha gettato la spugna a un'ora dal voto di sfiducia in consiglio comunale, voluto dall'opposizione, ma che sembrava destinato a fallire. Si chiude così la parabola del sindaco che per dieci anni ha guidato la città di Bolzano con una maggioranza Svp e centrosinistra.
"L'Adige", 25 settembre 2015


Poche ore prima di dimettersi da sindaco, uno Spagnolli allegro e disteso ha ancora dato simbolicamente il via alla vendemmia 2015 nel vigneto di proprietà comunale a Castel Roncolo. Dopo lunghi mesi di incertezza, il futuro dell'esponente del Pd sembrava ormai sicuro. I numeri per la maggioranza sulla carta c'erano. 
Alle ore 17 Spagnolli fa scoppiare la «bomba» con un lunghissimo post su Facebook e un comunicato stampa con lo stesso contenuto. «Ho fatto il mio tempo - scrive - Consegno ai bolzanini una città con nuovi quartieri, nuovi ponti, nuovi sottopassi, nuove scuole, nuove iniziative e tanti piani e progetti. Una città che ha saputo far crescere la convivenza tra diversi, partendo da un nuovo più evoluto rapporto tra bolzanini di lingua italiana e di lingua tedesca, e che ha così recuperato ad un uso pubblico virtuoso, dopo quarant'anni, il Monumento della Vittoria, facendo i conti con la propria complessa storia di quegli anni, prima città in Italia». «La scelta migliore per la città è quella di tornare a votare nel maggio del 2016», aggiunge.


La prima sorpresa sono le dimissioni, la seconda l'annuncio di sbloccare il Pru (Programma di recupero Urbano) di Via Alto Adige e così anche del megaprogetto del magnate austriaco Renè Benko, uno dei temi più controversi nella stessa maggioranza. È stato proprio questo progetto a rompere, alla fine della scorsa legislatura, il lungo matrimonio con i Verdi, poi fragilmente ricucito in extremis nei giorni scorsi con mille dubbi per tutti.
In serata, mentre le dimissioni venivano lette in consiglio comunale, Spagnolli ha lasciato il municipio. «Mi sono dimesso ed ora sono un comune cittadino e come tale inizierò una nuova vita», ha detto in un breve colloquio con l'Ansa. L'ormai ex sindaco ha detto di «non aver altro da aggiungere». 
Spagnolli ha anche difeso la sua scelta di insediare la commissione che dovrà rivalutare il contestato progetto della riqualificazione di Via Alto Adige. «Avevo preso un impegno per governare e perché - ha detto Spagnolli - dovrei rinnegare una cosa della quale sono convinto?» «Ho fatto in modo - ha aggiunto - che il progetto possa essere migliorato e la questione dovrà comunque passare per il consiglio".


Le dimissioni di Spagnolli sono state accolte con grande dispiacere dal primo cittadino di Trento, Alessandro Andreatta, amico, oltre che collega del sindaco del capoluogo altoatesino. «Un dispiacere personale e politico - dice - perché mi ritrovavo nel suo modo di governare. Non sarà facile trovare un altro Luigi Spagnolli. Una persona popolare, capace di stare accanto alle persone e di interpretare le anime della comunità. Una persona che aveva una perfetta conoscenza del tedesco e anche del dialetto», osserva. La scelta di lasciare è arrivata dopo mesi travagliata. «Ho incontrato Luigi varie volte da giugno e ho visto la sua fatica, il travaglio, ma ha sempre cercato di andare avanti. In queste condizioni, però, con 23 consiglieri su 45, governare era difficile. Esprimo la mia vicinanza e la solidarietà per questo gesto: ha fatto un passo indietro, un gesto di responsabilità verso la città».

Amarezza esprime anche l'ex sindaco di Rovereto, Andrea Miorandi: «Sono dispiaciutissimo. Gigi è un caro amico e so quanto ha dato a Bolzano. Nella politica, e io ne so qualcosa, non esiste meritocrazia. I partiti sono piegati su se stessi, impegnati in giochini per spartirsi il potere». Spagnolli, nella sua lettera, ha denunciato l'impossibilità di governare, complice la presenza di ben 18 liste. «Anche a Rovereto siedono in consiglio rappresentanti che hanno percentuali da prefisso telefonico. So cosa significhi essere ostaggio di una minuteria, che di fatto non rappresenta alcuna parte della città». Solidarietà arriva anche dal deputato del Patt Mauro Ottobre: «Spero che non abbandoni la politica perché ha ancora tanto da offrire alla comunità bolzanina. Auspico una modificazione della legge regionale degli enti locali affinché sia garantita la governabilità della città di Bolzano. La politica non può essere sempre messa sotto ricatto».

 


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