Autonomie: Betta è il vice di Gianmoena

Sarà il sindaco di Arco, Alessandro Betta, il braccio destro di Paride Gianmoena alla guida del nuovo Consiglio delle autonomie. Voto unanime (salvo quello dell'interessato), sul suo nome proposto da Gianmoena per la vicepresidenza dell'organo di rappresenza di Comuni e Comunità di valle del Trentino, interlocutore della Provincia, chiamato a breve a pronunciarsi su una partita delicata come quelle degli ambiti delle gestioni associate obbligatorie. Su Betta, Gianmoena, eletto presidente la scorsa settimana, «passa» senza discussioni.
"L'Adige", 10 settembre 2015


Altra storia la formazione della Giunta. Intanto, un paio di sindaci valutano criticamente il fatto che il numero degli assessori passi da 11 a 13 (su 30 consiglieri): non un bel segnale sull'immagine esterna, in tempi di antipolitica, per Christian Girardi , sindaco di Mezzolombardo. La ratio dell'incremento del numero degli assessori, per Gianmoena, sostenuto dai sindaci di Trento, Alessandro Andreatta, e Samone, Enrico Lenzi , sta nel fatto che agli assessori non viene riconosciuta alcuna indennità, ma solo il gettone di presenza.

L'indennità è invece riconosciuta ai membri del consiglio di amministrazione del Consorzio dei Comuni, il cui numero sarà però ridotto, dopo aver modificato lo statuto, da 13 a 5: il risparmio ottenuto «compensa» dunque l'allargamento della giunta del Cal. Nuova giunta che però non trova unanimità di consensi. Intanto, alcuni dei tredici assessori lo sono di diritto: il sindaco di Trento Andreatta, il vicepresidente (Betta, appena eletto), il rappresentante delle minoranze (proposto ed eletto Stefano Moltrer , sindaco di Palù del Fersina), il nome scelto dai presidenti delle Comunità di valle ( Stefano Bisoffi della Vallagarina), il rappresentante delle città (indicato ed eletto Roberto Oss Emer , sindaco di Pergine). Poi Gianmoena propone, in rappresentanza dei territori, il sindaco di Tione Mattia Gottardi e la sindaca di Croviana Laura Ricci per l'ambito Giudicarie, Valli di Non e Sole, Valle dei Laghi; Clelia Sandri (San Michele all'Adige) e Claudio Soini (Ala) per l'ambito Rotaliana, Valle di Cembra e Vallagarina; Enrico Lenzi (Samone, assessore uscente) per Fiemme e Fassa, Alta e Bassa Valsugana, Altipiani Cimbri; infine, quelli che chiama i due «assessori jolly»: la sindaca di Stenico Monica Mattevi e il sindaco di Rovereto Francesco Valduga . «Ho tenuto conto sia della rappresentanza territoriale, sia di quella di genere, ben sapendo che è impossibile soddisfare le richieste legittime di tutti» dice Gianmoena, spiegando che l'incarico a Laura Ricci sarà a termine, perché dopo due anni e mezzo, ci sarà la staffetta e in giunta sarà sostituita da un rappresentante della Val di Non. Risultato: Fabrizio Inama (Denno) vota contro («Non capisco la logica di Gianmoena, la val di Non resta tagliata fuori rispetto ad altri territori»), Daniele Biada (Campodenno) si astiene.

Invece, il sindaco di Riva del Garda, Adalberto Mosaner, lascia la sala in segno di protesta e non partecipa al voto. «Si palesa» dice «che l'ultimo a destra (lui stesso, ndr) del banco resta fuori». Mosaner, la scorsa settimana, s'era proposto per la presidenza in alternativa a Gianmoena, salvo poi ritirare la candidatura. Chiaro che s'aspettava un altro trattamento, dopo il passo indietro: «Sono amareggiato, mi dispiace di una visione che è legata a dinamiche che non comprendo. C'è qualcosa di poco chiaro».


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