"Prima le idee poi i candidati"

«Diamoci qualche mese di tempo per fare un congresso sulle idee. Troviamo alcune parole chiave forti e poi, oggi che non ci sono elezioni alle porte, sognerei un candidato unico alla segreteria». Lucia Fronza Crepaz, ex presidente del Pd Trentino, dopo aver traghettato il partito imploso con la crisi della segreteria Robol, oggi fa parte della commissione che dovrà riscrivere le regole per il congresso, da celebrarsi - è l’indicazione - entro fine anno.
C. Bert, "Trentino", 30 agosto 2015

 

Crepaz, un congresso non serve per un confronto tra opzioni diverse? Qual è il senso di un candidato unico? Io non sono per le scelte unitarie a paciugo, non penso a una pacificazione cadaverica del Pd. Penso che il nostro partito in questo momento non abbia problemi di persone, c’è molta classe dirigente, quello che mancano sono le idee, o meglio si fa fatica a distinguerle. Quindi meglio cercare le idee e poi trovare una persona forte che le interpreti.

Forte quanto? Lo Statuto al momento esclude sia assessori che consiglieri provinciali. Sta in piedi? A livello nazionale c’è Renzi, che è premier e segretario. Io la considero una soluzione emergenziale, sono per distinguere tra chi governa e chi rappresenta il partito e deve stimolare. Terrei l’incompatibilità per gli assessori, non per i consiglieri.

Lei pensa di candidarsi? Non lo so. Se si fissa un’incompatibilità tra chi scrive le regole e chi si candida, io vado a riscrivere le regole.

Torniamo alle idee mancanti. La prima, la partecipazione. Nel congresso come nella vita quotidiana. Significa consultazioni come norma, anche tra i simpatizzanti, regole per cui le mozioni che vengono dai circoli hanno la priorità in assemblea, gazebi per saggiare le priorità, controllo dell’operato dei propri amministratori. A me bruciano ancora le sconfitte di Rovereto e Cles, due città che abbiamo governato bene ma che abbiamo tradito per non aver agito così, non siamo riusciti a coinvolgere i cittadini. Ma l’esperimento dovrà essere trasferito nelle amministrazioni: penso a commissioni miste nelle istituzioni, per esempio l’Itea, con cittadini estratti a sorte che siedono a tempo nei luoghi delle decisioni.

Non si rischia l’assemblearismo? No, perché poi chi ha la responsabilità di decidere decide. Ma se vogliamo recuperare il rapporto anche con i territori, l’ascolto continuo è una necessità.

Altri temi? Ambiente, per parlare di economia. Perché non sperimentare in Trentino una scelta assoluta di mobilità sostenibile? Di energie alternative? Su tre milioni di tedeschi che passano dalla valle dei laghi e si fermano solo a Riva, forse ce ne sono 15 che hanno imprese e sono interessati a fare dei loro lavori uno spazio innovativo di gestire i tempi annuali di lavoro ad esempio con 6 mesi qui e 6 mesi nei loro paesi. Con l’espansione dei servizi e delle reti questo potrebbe essere possibile. Stimoliamoli a delocalizzare qui dove possono avere internet in cima alle montagne e panorami mozzafiato.

Come si coniuga con la possibile realizzazione della Valdastico Nord? L’altra sera ero a Caldonazzo dove a metà agosto c’erano centinaia di persone per ribadire le ragioni del no a quell’opera. Non è accettabile che per garantire la proroga della concessione alla Serenissima si allunghi un’autostrada sul nostro territorio. Si dice che, ottenuta la proroga per l’A22 chiesta dal Trentino Alto Adige, anche il Veneto legittimamente rivendichi la proroga per l’A4. La differenza è sostanziale: l’Autobrennero è a maggioranza di capitale pubblico, l’A4 a capitale privato. Se libero mercato dev’essere, libero mercato sia. L’imprenditoria non si fa sulle spalle della gente e del territorio.

Il Pd si è spaccato sul caso Borgonovo Re e sulla sanità ha al suo interno posizioni diverse. Come ne uscirete? Avevo grande fiducia in Donata Borgonovo Re e ho fiducia anche in Luca Zeni, che andrà avanti sulla stessa linea. Donata ha riconosciuto suoi limiti di metodo, ma sui contenuti non credo possano esserci divisioni. Chiudere i punti nascita non idonei non è solo una questione economica ma di sicurezza per i neonati e le mamme. E questo richiede responsabilità. 


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