«L'idea di Dellai? Un bene per il Pd»

«Sono d'accordo con Dellai per questo incontro tra noi, che non deve essere un'annessione ma un percorso costruito insieme con pari dignità, ma non vedo affatto questo percorso come conflittuale con il Patt». Lo dice il senatore del Pd Giorgio Tonini , commentando l'intervista (l'Adige di ieri) a Lorenzo Dellai, nella quale l'ex governatore propone al Partito democratico un «cantiere del nuovo centro sinistra territoriale».
"L'Adige", 6 luglio 2015


Senatore Tonini, a Pd e Upt serve questo progetto comune, come sostiene Dellai?
«Io penso che lavorare in maniera più stretta con l'Upt in trasformazione, il Cantiere diciamo, è una cosa positiva che condivido e avrebbe peraltro una dimensione sia nazionale sia trentina. Il Pd in Trentino è nato con un difetto di origine, una parte consistente dell'allora Margherita decise di seguire un altro percorso: se arriviamo alla ricomposizione di queste anime in un partito di centro sinistra trentino credo sia nella natura delle cose, sia un bene per il Pd e per la politica trentina. 
Tutto questo però non lo vedo in contrapposizione al Patt e dobbiamo stare attenti a non spingere il Patt al di fuori della coalizione. Il centro sinistra autonomista ha bisogno di un Patt forte, e il fatto che il gruppo dirigente del Patt possa oggi dire ai suoi elettori che l'accordo con il centro sinistra ha premiato il Patt, credo sia un elemento di forza della coalizione. 
C'è una competizione per la leadership, diciamo così inevitabile per certi versi e vorrei dire persino virtuosa perché spinge tutti a rafforzarsi, ma non deve mai arrivare al punto da mettere in discussione che la coalizione è composita. C'è un'area che storicamente faceva parte dell'Ulivo, anche la Margherita di Dellai, e dall'altra questa coalizione ha trovato nel Patt un elemento essenziale per vincere».


I vertici del Patt hanno detto tuttavia che va verificata la possibilità di convergenze nuove, e Dellai ha accennato alle civiche di centro destra.
«Intanto le realtà civiche non le definirei di centro destra. Proprio perché civiche sono composite, nelle quali peraltro sia Valduga sia Oss Emer non li definirei di centro destra. Io penso che il Pd, insieme ai suoi alleati, debba fare una riflessione sul perché elettori di centro sinistra e anche aree di classi dirigenti abbiano preferito la strada civica rispetto alla nostra coalizione. In particolare trattandosi di aree urbane, in cui il Pd è sempre stato più forte. Passata la fase dello stordimento, se sperando in Dio riusciremo a dare un minimo di stabilità al nostro partito, in vista anche di un appuntamento congressuale penso che uno dei punti essenziali della nostra discussione sia come è stato possibile perdere per ben due volte di seguito Pergine e perdere Rovereto. È evidente che ci sono stati errori politici. Quindi ben venga una riflessione del Patt sulle civiche e dobbiamo farla anche noi. Dopodiché, una delle funzioni del Patt è sempre stata anche quella di attirare o trattenere nel centro sinistra forse, aree, mondi che in Lombardia o in Veneto votano o hanno votato Lega e Forza Italia. Quindi non la vivo con preoccupazione, naturalmente nella chiarezza, ma attualmente al Patt non si può rimproverare di non avere avuto chiarezza perché si è schierato con nettezza con noi». 


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