«Una bruciante sconfitta»

ROVERETO È tempo di autocritica e di analisi all’interno del Pd dopo «la bruciante sconfitta», parola di Fabiano Lorandi, del sindaco uscente Andrea Miorandi. Il segretario cittadino del Pd si assume le sue responsabilità («ma anche il partito a livello provinciale e tutta la coalizione deve fare altrettanto») e all’assemblea degli iscritti e degli elettori (che verrà convocata nei prossimi giorni) si presenterà dimissionario «per dare il via ad un nuovo percorso di rinnovamento».
"Trentino", 26 maggio 2015

Perché Miorandi è stato bocciato? Sono molti i fattori che hanno portato alla sconfitta: il fatto che domenica per Valduga ha votato la destra, perché per lui ha scelto di votare una grossa componente politica di carattere ideologico.

Zenatti (candidato sindaco centrodestra ndr) aveva espresso simpatie per Miorandi... Ma è stato smentito da Lega e An-Fratelli d’Italia che hanno votato per Valduga.

Ma non c’è stato, visto che il divario tra i due candidati al ballottaggio è aumentato rispetto al primo turno, che qualche voto a Valduga sia arrivato dal centrosinistra? Lo escludo, rispetto al primo turno siamo aumentati. E difronte ad una scelta secca molti hanno preferito non andare a votare.

Cosa non ha funzionato tanto da arrivare al ko di Miorandi? E’ una sconfitta pesante che brucia: ora è necessario approfondire la riflessione non solo all’interno del Pd ma a tutta la coalizione. Perdere la seconda città del Trentino a guida Pd ha responsabilità diffuse. Io sono abituato ad assumermi le mie responsabilità ma altrettanto lo deve fare la dirigenza del Pd del Trentino: mi aspetto una riflessione ampia in ordine alle diverse situazioni critiche riscontrate in varie zone del Trentino. A Rovereto il Pd in sostanza ha tenuto, ma l’Upt si è spaccato e il Patt è al 4,5%. Questa coalizione esce in discussione non solo a Rovereto.

Lei ha sostenuto a spada tratta Miorandi senza se e senza ma: non si sente responsabile della sconfitta? La sconfitta è legata ad altri fattori: difficoltà a relazionarsi con la città per far capire quanto di buono è stato fatto. La responsabilità è collettiva: hanno pesato le fibrillazioni dell’Upt e del Patt e le beghe interne anche del Pd e della coalizione legate a questioni personalistiche. Non è mai arrivata una proposta credibile in alternativa a Miorandi. Voglio ricordare comunque che Miorandi è stato scelto non solo da me ma dal direttivo del circolo di Rovereto ed ha avuto l’appoggio dell’assemblea degli iscritti e degli elettori. Quindi non è stata un’imposizione di Lorandi...

Visto il risultato elettorale con il Pd che perde la guida della seconda città del Trentino ha valutato le sue dimissioni? Difronte ad una sconfitta bisogna assumersi le proprie responsabilità. E’ necessario un cambiamo della linea poltica del Pd non solo a Rovereto. E per favorire un nuovo percorso di rinnovamento mi presenterò dimissionario all’assemblea degli elettori e degli iscritti. Miorandi ha affidato il suo commento ad un comunicato stampa per dire che«il voto non esprime un giudizio sul nostro operato».

Condivide il giudizio? Il voto negativo è il risultato della scarsa capacità di far capire quanto è stato fatto e il nostro progetto di città. Non siamo stati capaci di far comprendere e far condividere il valore delle nostre scelte. 


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