Banda larga, scontro PD Rossi

Battaglia tra il gruppo del Pd e il presidente Ugo Rossi sulla banda larga, investimento per il quale la Provincia ha messo 67 milioni di euro nell’assestamento di bilancio che si sta discutendo in consiglio. Oggetto del contendere il modo per realizzare la connessione ultraveloce ad internet. «Parliamo di una decisione da centinaia di milioni e compiere di nuovo una scelta sbagliata sarebbe deleterio». Il consigliere Luca Zeni spiega così il senso dell’ordine del giorno presentato dal Pd che chiedeva di orientare gli investimenti a realizzare (attraverso Trentino Network) una rete di fibra ottica di proprietà pubblica fino alle case.
"Trentino", 26 maggio 2015


Una proposta che secondo i Democratici sarebbe più sostenibile sul lungo termine, e garantirebbe di più la Provincia e gli utenti, portando la fibra fino alle case nelle aree principali e consentendo con i proventi di finanziare l’espansione della rete. Ma il governatore, che già aveva detto no ad un analogo odg di Degasperi (M5S), ha difeso il piano della giunta «che riesce a dare risposta alle necessità di collegamento delle tantissime zone “non profittevoli” di cui è costituito il nostro territorio». Acceso scambio in aula, dove Zeni - supportato dalle minoranze - ha rimproverato la giunta di aver disatteso un suo ordine del giorno analogo del 2014: «Gli odg approvati in quest’aula non valgono niente».
 
Poi il consigliere ha ritirato il nuovo odg a fronte dell’impegno di Rossi a discutere in maggioranza, conti alla mano, prima di assumere decisioni definitive sulla banda larga. Ieri il consiglio ha concluso l’esame degli ordini del giorno all’assestamento approvandone 20. Via libera a quello di Giovanazzi che impegna la giunta a riportare Itea in seno alla Provincia visto il fallimento del modello spa; a un’indagine conoscitiva sull’imprenditorialità femminile e a una relazione annuale sulla finanza di progetto (Degasperi), a un tavolo per la riduzione dell’Imis per gli impianti di risalita (Simoni e Giovanazzi), al rispetto dei 60 giorni per gli incentivi alle imprese e alla salvaguardia delle Casse Rurali (Bezzi), a un regolamento per i mercati di prodotti agricoli (Lozzer), al rafforzamento della vigilanza urbana nelle periferie (Civettini).
 
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La banda ultra larga non sarà monopolio pubblico. La giunta provinciale va avanti per la propria strada e conferma l'intenzione di investire i 67 milioni per il progetto di miglioramento della diffusione delle fibre ottiche in Trentino utilizzando il denaro per incentivare gli investimenti degli operatori privati del settore. Parola di Ugo Rossi che di fronte alle perplessità del Partito Democratico ricorda come lo schema degli incentivi sia stato approvato dalla giunta all'unanimità, con il voto favorevole anche degli assessori Pd.

Il fatto è che un anno fa anche il consiglio provinciale si era occupato della questione e aveva approvato un ordine del giorno, proposto proprio dagli alleati dem, che impegnava invece la giunta da un lato a favorire lo sviluppo di una rete provinciale in fibra ottica fino alla sede utente e dall'altro ad orientarsi preferibilmente verso la realizzazione di infrastrutture che restino di proprietà pubblica. Secondo Luca Zeni, primo firmatario di quel documento, i vantaggi di una scelta del genere sono numerosi. Il modello pubblico prevede ad esempio che le fibre vengano portate fin nelle case dell'utente, che avrà il servizio a disposizione con potenzialità di 100 Mbit al secondo. Invece con gli incentivi alle imprese del settore le fibre ottiche verrebbero portate solo fino ai cosiddetti armadi e nell'ultimo tratto, fino alle abitazioni, rimarrebbe attivo il doppino in rame che permette potenzialità fino a 30 Mbit. «Nelle aree periferiche, meno remunerative, si pensa di emettere un bando di gara che andrà probabilmente alla Telecom, con la prospettiva tra qualche anno di dover dare altri soldi alla società perché il sistema risulterà obsoleto» afferma Zeni. Che segnala anche come l'antitrust abbia recentemente raccomandato di evitare gli incentivi, che potrebbero essere considerati aiuti di Stato e che nei giorni scorsi anche Il Sole 24 Ore definisce a rischio di impugnativa.

Certo il modello della fibra fino in casa, secondo i calcoli, permetterebbe di servire solo 70.000 utenze con i 67 milioni stanziati dalla giunta. Ma essendo queste nelle zone più remunerative, secondo Zeni in futuro si potrebbero reinvestire i ricavi nelle altre aree della Provincia, dove la velocità di 30 Mbit al secondo può essere raggiunta anche con un buon wireless.

Ieri, nell'ambito della discussione dei documenti collegati alla manovra di assestamento di bilancio, che prevede tra le altre cose l'investimento per la banda larga, il Pd aveva pronto un nuovo ordine del giorno, che inizialmente ricalcava quello inattuato dell'anno scorso ma che, rivisto e corretto dalla giunta, finiva per fare un passo indietro rispetto alla proprietà pubblica delle reti. Tanto che Zeni, che in aula aveva sottolineato come spesso gli impegni votati dall'aula vengano disattesi, dando il là ad una serie di interventi polemici dell'opposizione, alla fine ha deciso di ritirarlo. «Ma adesso Rossi dovrà confrontarsi con noi prima di procedere sulla strada degli incentivi» avverte il consigliere Pd.
 
 
 
 
 
 
 
 

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