100 giorni per cambiare Trento: subito vigili in piazza e squadra antifurti

TRENTO Più vigili sulle strade, in azione la nuova “squadra speciale per la pulizia e il decoro”, l’avvio del confronto con la Provincia sulle grandi partite urbanistiche in sospeso. I primi cento giorni dell’Andreatta bis vedranno il sindaco di Trento affrontare importanti scenari di prospettiva ma anche mettere in campo una visibile risposta al problema della microcriminalità e del degrado, che spesso procedono di pari passo.
"Trentino", 14 maggio 2015

La squadra delle pulizie. Il sindaco riconfermato ne aveva parlato un mese fa: arriverà un team di uomini che si occuperà di migliorare la pulizia delle strade e di raccogliere i rifiuti abbandonati. Un provvedimento che potrebbe sembrare di poco conto ma che avrebbe un sicuro impatto sui cittadini, che vogliono vedere l’amministrazione misurarsi con i problemi più spiccioli, di tutti i giorni. Già nel 2009 Andreatta aveva esordito con un’iniziativa analoga: l’istituzione di una squadra “di pronto intervento”. Obiettivo intervenire in risposta alle segnalazioni dei cittadini con un gruppo di operai “riparatori” e specializzati nelle manutenzioni. Qualche esempio di impiego: sistemare una buca nell'asfalto, un marciapiede rotto, un parco sporco, un lampione che non funziona. L’esperimento era riuscito: in soli sei mesi (in questo caso del 2011), la squadra aveva ricevuto 104 richieste di cittadini, una media di 17 al mese: 64 (il 61%) avevano riguardato la manutenzione strade, 16 la segnaletica, 10 illuminazione e semafori. Oggi la formula è analoga ma riguarderà la raccolta dei molti rifiuti abbandonati sul territorio, in particolare in alcune zone ridotte a pattumiera come quella artigianale di Spini di Gardolo. Non solo: il sindaco punta a potenziare il servizio di cancellazione di scritte e graffiti (sempre più frequenti) coinvolgendo anche i cittadini, una risorsa sempre più importante in un periodo di carenza di risorse. C’è infine l’ipotesi di sperimentare l'affidamento di alcuni luoghi sensibili ad associazioni o gruppi di cittadini, come previsto da un ordine del giorno approvato dal consiglio.

I vigili sul territorio. Tra gli altri annunci fatti da Andreatta alla vigilia del voto, la riorganizzazione della polizia municipale per mettere più agenti sulle strade. Per farlo si pensa di liberare personale da altri incarichi, adottando soluzioni già sperimentate come il soccorso sulle piste da sci affidato alla Croce Rossa o la sorveglianza alle manifestazioni sportive assicurata dai vigili del fuoco volontari. Nella palazzina ex Apt, lasciata libera dal comitato per le Universiadi, dovrebbe inoltre arrivare il presidio interforze di polizia che garantirebbe una presenza continuativa e rassicurante nelle zone frequentate da sbandati, spacciatori e borseggiatori. Il sindaco è intenzionato poi a dare più visibilità al vigile di quartiere, con la possibilità per i cittadini di segnalare le situazioni critiche tramite una mail dedicata. La prostituzione e l’accattonaggio potrebbero essere affrontate invece modificando il regolamento di polizia urbana. Sul fronte della prevenzione, poi, l’idea è di affiancare alla polizia locale un mediatore culturale, promuovendo iniziative che educhino alla convivenza civile nelle scuole e con gli immigrati, e creando luoghi permanenti di confronto con i cittadini per condividere le scelte.

Le partite urbanistiche. «Ci sono ragionamenti da fare sull'assetto urbanistico di Trento che riguardano anche il Not e le ex caserme, ma è rispettoso che vadano affrontati dopo le elezioni comunali, con la nuova amministrazione del capoluogo». Così aveva parlato il governatore Ugo Rossi alla metà di aprile. Sicuramente tra le prime decisioni che Andreatta, già assessore all’urbanistica, dovrà prendere ci sono quelle sulle grandi scelte che interessano la città in questo ambito. La partita riguarderà innanzitutto il futuro utilizzo di quelle aree che a Mattarello erano state destinate - in base agli accordi con lo Stato - alla nuova cittadella militare, ipotesi poi tramontata per via della crisi che ha cambiato i piani del ministero della difesa. L’assessore uscente Biasoli aveva escluso l’ipotesi di spostare il nuovo ospedale lì: «Per apprestare le aree di Mas al Desert - aveva ricordato - sono già stati spesi 50-60 milioni ed è già stato realizzato il Centro per la protonterapia. Cambiare adesso avrebbe poco senso». Una visione che sarebbe condivisa anche da Rossi. Quanto all’Italcementi, lo stesso Biasioli aveva chiarito di prediligere la realizzazione in quel sito della nuova struttura espositiva cittadina. Assieme ad un parcheggio d'attestamento sulla Destra Adige, a sud di Piedicastello, e a una passerella sopra il fiume che condurrebbe il visitatore direttamente nel cuore della città.(l.m.)


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