#TRENTO - «Contento per me triste per la Lega»

Rispetto a sei anni fa ha perso per strada quasi il 10% di preferenze e oltre settemila voti, ma ha vinto al primo turno ed è quello che conta. È un Alessandro Andreatta soddisfatto e rilassato, nonostante le tre ore di sonno, quello che ieri mattina di buonora si è ripresentato a Palazzo Geremia, che rimarrà la sua casa anche nei prossimi cinque anni.
F. Gottardi, "L'Adige", 12 maggio 2015

A metà mattina arriva la telefonata di complimenti da parte del presidente del consiglio Matteo Renzi, proprio nel momento in cui il sindaco si assenta per una mezz'ora. «Mi spiace, ma avevo fatto un salto al cimitero per salutare la mia mamma» spiega. Al ritorno è lui a richiamare Roma.
Cosa le ha detto il premier, sindaco?
Era molto soddisfatto del risultato del Pd. Mi ha detto che vincere al primo turno è sempre un grande successo, soprattutto in tempo di astensionismo. Mi ha fatto piacere ricevere questa chiamata, è bello quando da Roma telefonano per complimentarsi.
E del suo risultato è contento, o si aspettava qualcosa in più?
Quel che conta è vincere. Ho fatto il sindaco per sei anni proprio nel pieno di una crisi che non si vedeva da mezzo secolo. Aver amministrato, governato e fatto crescere la città in questa situazione è stato un buon risultato. Inoltre è abbastanza fisiologico per un sindaco avere un calo di consensi al secondo mandato, specialmente in anni come questi. Perciò sono soddisfatto e contento di potermi mettere al lavoro per poter dare presto una giunta alla città.
Ha già in testa la squadra?
Assolutamente no. Alcune situazioni sono chiare, altre meno. Ci sono molti aspetti da tener presente, a partire dall'equilibrio di genere, tra uomini e donne. Nella scelta posso dire che terrò ben presenti tre criteri: quello del consenso ricevuto, da combinare con le competenze di ognuno e valutando anche il grado di esperienza.
Certo non si può dire che vi sia stato un grande rinnovamento tra gli eletti.
È vero. Già c'è stata una grande difficoltà a formare le liste, anche se stavolta erano di 40 persone anziché 50. Sono state poche le persone che si affacciavano alla politica per la prima volta. I partiti hanno faticato a trovare persone conosciute, magari perché impegnate nel volontariato o per altri motivi. Il risultato è che molti degli eletti sono volti noti della politica.
C'è stato anche un notevole calo dei votanti. Preoccupante?
Il calo dei votanti è un fenomeno nazionale e internazionale. Certo è una sconfitta della politica e dei partiti di qualsiasi orientamento. Noto peraltro un fenomeno di differenziazione tra coloro che vivono la politica con disaffezione e lontananza, con un menefreghismo che diventa rifiuto e una parte di cittadini che al contrario vorrebbe partecipare di più ed essere protagonista, prendendosi a cuore le sorti della città. Dovremmo riflettere su questo e chissà che con il percorso dei beni comuni, su cui punteremo molto nei prossimi anni, non ci sia un effetto traino. In un mondo fatto di altruismo ed egoismo speriamo che molti vengano recuperati. C'è un grande lavoro culturale da fare.
Si nota scarso interesse anche dalla poca gente accorsa oggi a Palazzo Geremia per i risultati.
Forse questo è legato anche a modalità di voto e spoglio delle schede che non condivido e che ha lasciato tutti insoddisfatti. In passato si votava fino alle 22 e credo che quell'ora in più, in una bella domenica di maggio, possa agevolare chi va in gita e torna tardi. Poi lo spoglio fatto al mattino permetterebbe di assistere qui in Comune all'arrivo dei risultati, una modalità migliore di quella «notturna».
Tornando ai risultati, il Pd si conferma partito guida. Se lo aspettava?
Il dato di Trento è ottimo, uno dei migliori a livello provinciale. Io ho sempre avuto una grande stima per il Pd cittadino e ci ho sempre lavorato bene, con lunghe riunioni ma trovando la sintesi sui temi più complicati. Forse le tensioni nel partito a livello provinciale non hanno aiutato ad avere un risultato ancora migliore.
È sorpreso di vedere la Lega Nord secondo partito della città?
Per me questa è una notizia molto negativa e che mi rattrista. È un partito che esprime una cultura lontanissima da me e dal mio partito e conosciamo la loro capacità di fare proposte... È un vento salviniano ma non salvifico, che esprime posizioni anche più radicali del primo Bossi. Siamo passati da un federalismo spinto a un partito che parla alla pancia delle persone, non al loro cuore e alla loro testa. È per l'esclusione di minoranze riconosciute dall'Europa, come i nomadi. Offre ricette semplicistiche dimenticando le complessità di una realtà urbana come la nostra. Dietro a questo voto c'è anche un'insofferenza verso i profughi, a proposito dei quali il nostro governo dovrà fare di più per far capire che il Mediterraneo non è un mare italiano ma europeo, sennò non se ne viene fuori.
Il Cantiere è il secondo partito della coalizione ed è una forza in avvicinamento al Pd, prevede un futuro assieme?
Sono storie che si incontrano. Esistono sia nel Pd che nel Cantiere persone che vengono dalla cultura cattolico democratica. Vedremo, ora l'importante è partire assieme.
Il quadro politico e della maggioranza si è semplificato. Sarà più facile governare?
Credo che sarà più facile, sicuramente più agile. Io mi sono impegnato a fare più incontri in futuro anche coi rappresentanti comunali delle forze politiche.
Ma per fare la giunta agirà in autonomia o si confronterà con loro?
Ho scelto in piena autonomia anche l'altra volta.
Pensa di sfruttare la possibilità di nominare un assessore esterno?
Non ci ho ancora pensato.
Pensa a istituire assessorati diversi, con nuove competenze?
Qualche novità ci sarà.
Quale sarà la prima decisione innovativa del suo nuovo mandato?
La squadra di pronto intervento per la pulizia e il decoro è nel programma, ma non so quando potrà partire concretamente. Comunque a breve. 
È un bel vantaggio ripartire con un'esperienza di sei anni alle spalle?
Sarà diverso perché conosco meglio la macchina organizzativa e parte con un grande vantaggio anche nella conoscenza della città. Inoltre ci sarà un consiglio più snello con lavori d'aula semplificati e prevedo una maggiore rapidità nel prendere decisioni.
Certo dovrà continuare per il momento a fare i conti con una cassa semi vuota.
Su questo sono molto realista e non penso che nei prossimi anni si potrà cambiare molto. Per gli investimenti sono previsti per l'anno prossimo 23 milioni di euro che magari potranno diventare 26 o 27. Questo significa fare più politica e dover scegliere davvero le priorità. Certo, il volontariato e i cittadini che vorranno esserci nella cura dei beni comuni ci daranno una mano. Ma avanzano pochissimi soldi per opere nuove, dunque diventa necessaria una maggiore collaborazione con il privato.

 

LEGGI ANCHE

ANDREATTA: "Ora decisioni più rapide", L. Marognoli, "Trentino", 12 maggio 2015

Arriva con passo extrarapido da piazza Duomo, stringe la mano a Cia e si infila subito nella sala stampa. Il nuovo sindaco è uguale al vecchio nella fretta. Lo aspettano una diretta tv e una telefonata da Roma. Con Renzi. «È durata 3 minuti ma è stato bello riceverla. Ci siamo salutati dandoci appuntamento a Roma», dice dopo Alessandro Andreatta circondato dai giornalisti in sala giunta. Non solo fretta: il nuovo sindaco - promette - sarà anche più veloce nelle decisioni, grazie a una macchina burocratica semplificata. Poi aggiunge. «Vincere al primo turno è sempre un grande successo, ancora più oggi, in tempi di astensionismo. Sono soddisfatto perché da domani sarò al lavoro per dare presto una giunta a questa città. Questione di pochi giorni».
Quali criteri adotterà per formarla? Ci sono da tenere presenti la rappresentanza di genere e tre punti fermi: il consenso va combinato con le competenze - perché ogni assessore ha una storia di vita diversa - e con l'esperienza.
Potrebbe esserci un assessore esterno? Certo che c'è la possibilità, ma non ci ho ancora pensato. Ho dormito 3 ore...
Solo assessorati “classici” o nuove competenze? Ci sarà qualche novità...
Guardando ai nomi, non c'è stato un grande rinnovamento. Abbiamo visto quante difficoltà hanno incontrato i partiti a formare le liste. Nei primi posti ci sono rarissimi volti nuovi e questo non è un gran segnale, che si lega ad altri non positivi. Il calo dei votanti è una sconfitta della politica e dei partiti. Colgo una netta differenziazione: da un lato c'è questa disaffezione nei confronti della politica, che è anche menefreghismo e diventa rifiuto, dall'altra c'è una parte di cittadini che vorrebbe partecipare di più. Bisogna dare spazio a questi ultimi nelle circoscrizioni, nel volontariato e nella gestione dei beni comuni. C'è un grande lavoro culturale da fare.
Parliamo del Pd: puntava molto più in alto. Il dato di Trento è ottimo, nei comuni sopra i 3 mila dovrebbe essere il migliore. Questo mi fa molto piacere perché ho avuto sempre una grande stima del Pd cittadino, che ha saputo trovare una sintesi anche sui temi più complicati. E comunque il partito è stato fra il 29.80 e il 30.90 in quattro elezioni consecutive. Chiaro che il dibattito interno non ha aiutato, con tensioni e qualche personalismo.
Resta il fatto che sei anni fa lei è stato eletto con il 64%, ora è sceso al 53%... Non sono deluso perché vincere al primo turno era decisivo. Sono stato sindaco sei anni, nel pieno di una crisi che non vivevamo da 50 anni. Inoltre al secondo mandato c'è spesso una riduzione del consenso. È qui che subentra il discorso della Lega. Il fatto che sia il secondo partito è una notizia molto negativa, che mi rattrista. Li conosciamo i leghisti: abbiamo misurato le loro proposte. Li ha spinti un vento nazionale salviniano, non salvifico, che è su posizioni più radicali del primo Bossi. Parla alla pancia, non al cuore, è spesso contro tutto, è per l'esclusione addirittura di categorie e minoranze riconosciute dall'Europa come i Rom e i Sinti. Molto ha giocato la partita dei profughi e l'indifferenza legata alla loro distribuzione sul territorio. L'Europa deve intervenire con risorse e mezzi sui paesi da cui partono queste persone.
Che risultati si aspettava nelle percentuali? La Lega la immaginavo attorno all’8%, i 5 Stelle attorno al 6%. Il Patt era all’11% alle provinciali, ha fatto il 9.8, ma molti si aspettavano l'8. Il Cantiere ha tenuto, diversamente dall’Upt a Rovereto, rimasto al 3.8%.
In che misura l’Andreatta bis sarà diverso dal primo? Innanzitutto perché conosco meglio la macchina amministrativa e la città. Avrò un'istituzione consiliare molto semplificata e i lavori di aula saranno più rapidi. Mi attendo più decisionalità.
 
 

 


il tuo nick name*
la tua email (non verrà pubblicata)*