«Giovani e lavoro per rilanciare la città»

Ce la mette tutta per sconfiggere “la maledizione di Rovereto” visto che da quarant’anni a questa parte nessun sindaco è stato rieletto. E a dare una mano ad Andrea Miorandi, ricandidato sindaco del centrosinistra autonomista, è arrivato anche l’amico segretario del Pd e presidente del consiglio Renzi per stimolare i roveretani a costruire la vittoria di Miorandi «voto per voto...»
G. Rudari, "Trentino", 8 maggio 2015

Il vostro obiettivo, come ha detto Lorandi (segretario del Pd ndr) è la vittoria al primo turno... L’obiettivo di Miorandi è la vittoria della coalizione del centro sinistra autonomista per far vincere Rovereto.

Al ballottaggio con chi pensate di allearvi? E’ vero che ci sarebbe già un accordo con la coalizione Zenatti? Non ci sarà alcun apparentamento: squadra che vince non si cambia. Quanto alla seconda domanda siamo fuori dal mondo, non esiste che siano stati fatti accordi.

La coalizione allargata a Rovereto Merita e Rovereto Bene Comune non rischia di creare difficoltà nel far convivere diverse anime di sinistra e di destra? Sono stato io a voler allargare la coalizione a due forze politiche che hanno una buona rappresentanza civica e del movimento ambientalista e Sel. Questo è un laboratorio politico che lancia un messaggio a livello provinciale. Sono convinto che è possibile far convivere anime con la forza del programma e della convinzione che il centrosinistra autonomista è un valore politico di buon governo e di tenuta per Rovereto: in passato i disastri li ha fatti qualcun altro...

Cinque anni fa lei si è presentato con il progetto 10x10. Cosa rimane da fare? Per cambiare una città ci vuole tempo: un decennio. Ecco perché chiedo continuità. Nel 2010 eravamo all’inizio di una crisi ma tutti abbiamo sottovalutato la forza di questo tsunami. Ora vogliamo costruire una sorta di “unità di crisi” sul lavoro con la presenza del pubblico e delle categorie economiche.

Che ruolo può avere il Comune nel creare lavoro? Sono convinto che l’amministrazione comunale possa creare economia e lavoro attraverso la sinergia pubblico/privato nel settore dell’edilizia (vedi l’ex stazione autocorriere), nella cultura e con investimenti nel turismo Nel 2010 avevate firmato il patto con la Provincia.

Cosa non è stato rispettato? La crisi ha ridefinito le priorità a livello provinciale e comunale. La Provincia ci ha finanziato interventi per la viabilità (bretella della Mira) e i poli della Meccatronica e dell’ex Manifattura. Abbiamo dovuto fare i conti con le risorse limitate ma io sono stato il primo sindaco dal dopogruerra ad aver tagliato la spesa mantenendo i servizi: governare con più soldi era più facile...

Miorandi colpito dalla “annuncite” per i suoi “faremo, faremo, faremo...” Agli annunci ho risposto con le realizzazioni: l’ex stazione autocorriere, parcheggio ospedale, potenziamento del Follone, ciclabili con scelte chiare e forti senza guardare al consenso. Se vogliono dire no a tutto la città si immobilizza.

Lei, dal suo stesso Pd, era stato accusato di farsi vedere poco in città mentre ora non perde appuntamento... Vogliamo un sindaco che lavora o che sta al bar? Non è stato facile gestire il Comune in questi anni di difficoltà... Ma il dialogo oltre che con i cittadini è stretto e costante con il governo nazionale. E il fatto che Matteo (Renzi) sia venuto in città evidenzia che Miorandi ha relazioni forti. Arriverà anche il sottosegretario alla presidenza del consiglio Lotti per dare una spinta all’eccellenza del museo della guerra. Sono del Pd, come me, e questo fa anche capire l’importanza di avere dei partiti al governo della città.

Quali sono le sue priorità? Lavoro e giovani. Ha già pensato alla sua squadra? Sarà forte nelle competenze e composta metà da donne e metà da uomini.

Una battuta sui suoi “competitor”? Non denigro nessuno: anzi li ringrazio di averci messo la faccia e da loro sono arrivate alcune buone proposte. 


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