Olivi: "Non si può essere alleati del PD quando serve e poi recitare la parte degli unici garanti della specialità"

Le dichiarazioni del presidente della regione Toscana Enrico Rossi sul sistema delle Autonomie Speciali sono sbagliate e vanno respinte fermamente in quanto frutto di una distorta visione di un regionalismo omologato ed indifferenziato che non rispetta il dettato costituzionale e si pone al servizio dei peggiori rigurgiti centralisti.
Questo lo dico sia in quanto Vicepresidente di questa Provincia sia in quanto esponente del Partito Democratico del Trentino.
Alessandro Olivi, 14 aprile 2015

Premesso ciò, le dichiarazioni del Senatore nonché segretario del PATT, Franco Panizza, aventi ad oggetto il Partito Democratico, risultano debordanti e, come si ricava dal finale del suo comunicato stampa, finalizzate alla campagna elettorale per le comunali locali.

Votare PATT nei nostri Comuni del 10 maggio, secondo Panizza, equivarrebbe a rafforzare l’Autonomia a Roma. Secondo me neanche lui crede a questa bizzarra tesi.

Insistere poi su questo schema di un PD nazionale non territoriale e del PATT unico baluardo per fermare l’ondata centralista è una forzatura che speriamo non valichi i confini locali.

Occorre infatti sciogliere quest’ambiguità di fondo per cui non si può essere alleati del PD e ammiccare a Renzi quando serve e poi recitare la parte degli unici garanti della specialità senza riconoscere l’imprescindibile ancoraggio nazionale che solo il PD oggi è in grado di offrire ai partiti locali.

Essere coalizionali significa riconoscersi in un patto di collaborazione che non ammette geometrie variabili e scorribande elettoralistiche per un pugno di voti in più.

Panizza sa bene che se il Trentino oggi può confrontarsi a livello nazionale forte di una riconosciuta capacità di interpretare l’Autonomia come modello di stabilità politica, buon governo e responsabilità verso il Paese, questo lo si deve alla contemporanea presenza del PD come forza motrice del Governo nazionale e al tempo stesso interprete sul territorio della migliore tradizione di quel riformismo che ha generato l’esperienza regionalista e che per sua natura è nemico di ogni forma di statalismo centralista.

 


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