Segreteria provinciale - rassegna stampa

Tonini spinge su Filippi: "No a congressi al buio". Il senatore: "Credo in lei. Dell'Upt si parlerà dopo",
T. Scarpetta, "Corriere del Trentino", 27 febbraio 2015
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Pd, la difficile scommessa di Filippi. Bozzarelli: «Ma Robol deve dimettersi». Olivieri: «Era giusto darle questa chance»,
F. Gottardi, "L'Adige", 27 febbraio 2015

«Credo in tutta franchezza che se Giulia (Robol) si facesse completamente da parte faciliterebbe la ricerca di una soluzione e darebbe un segnale di rispetto nei confronti dei circoli». Elisabetta Bozzarelli, segretaria cittadina del Partito Democratico a Trento, eletta nell'assemblea provinciale del partito in appoggio alla mozione Scalfi, è convinta che il Pd debba ripartire da zero. Sgombrare il campo da tatticismi e giochi di potere. E per farlo sarebbe utile che la segretaria accettasse l'invito dell'assemblea rassegnando le dimissioni senza condizioni. «Non la vedrei come una sconfitta ma come un vero segno di dignità politica. E credo che l'indicazione di affidare il partito a un triumvirato che lo traghetti fino al congresso possa andare bene».
Non è un «no» esplicito a Elisa Filippi e al tentativo che sta facendo di farsi attribuire un mandato pieno dall'assemblea ma Bozzarelli non sembra credere molto alla riuscita. Soprattutto perché sarebbe il frutto di accordi di vertice che si scontrano con la sua idea di partito. E qui andiamo alla premessa del ragionamento della segretaria cittadina: «Faccio fatica in questo momento a parlare di queste cose - confessa - perché mi sento parte di quel Pd che si sta occupando di tutt'altro. Siamo un partito in cui gli amministratori sono concentrati sulla vera sfida dell'oggi che è quella di vincere le amministrative e essere vicino ai cittadini che fanno fatica e che di fronte a questi dibattiti ci chiedono di cosa diavolo stiamo discutendo».
Bozzarelli vorrebbe insomma che il dibattito politico si occupasse di più delle prospettive e del futura da dare alle città e alle valli del Trentino. Anche perché nonostante tutto vede ancora nella base una voglia di partecipazione inaspettata: «A Trento abbiamo una commissione elettorale al lavoro e sono felicemente sorpresa delle disponibilità che stanno arrivando di fronte al nostro invito a chi ambisce ad una candidatura a farsi avanti. Il Pd per fortuna ha molte altre facce rispetto a quella che emerge dal dibattito pubblico, è fatto di gente che lavora per le fusioni dei Comuni, di sindaci appassionati, di gente che si impegna sui temi concreti».
Più fiducioso sulla possibilità del tentativo affidato a Elisa Filippi di prendere in mano le sorti del partito è Luigi Olivieri, che considera l'alternativa del triumvirato guidato dal senatore Giorgio Tonini alla stregua di un commissariamento da Roma. «Di fatto sarebbe questo. Io in assemblea - ricorda l'ex deputato, oggi assessore nella Comunità delle Giudicarie - ho chiesto alla Filippi di farsi carico di questo momento travagliato per il partito esprimendosi con sincerità e lealtà, anche perché sono convinto che un congresso ad ottobre non risolverebbe i problemi che attanagliano il Pd. Credo che sia corretto dare una chance a chi aveva lamentato di non essere stata presa in considerazione come segretaria nonostante la maggioranza relativa ottenuta alle primarie un anno fa». Secondo Olivieri, che replica così a quanto sostenuto ieri sull'Adige da Michele Nicoletti, il nodo di fondo è quello di un partito che deve rappresentare i trentini in quanto cittadini di una provincia dotata di Autonomia speciale. Dunque i discorsi di partito autonomo federato con Roma non sono secondo lui alchimie. «È un problema che Filippi dovrà affrontare, un tema politico trasversale. Non a caso una componente importante del Pd ha aderito all'iniziativa di Dellai, i Territoriali europei». 


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