Criminalità, Andreatta: leggi più severe

Tagli in arrivo, ma non lineari. Una spesa pubblica che va controllata minuziosamente. Le leggi sulla sicurezza poco efficaci. Le priorità di combattere gli incidenti stradali, il bullismo e la violenza contro le donne. Alessandro Andreatta , nella sua ultima relazione programmatica al bilancio prima delle elezioni di maggio, ha evidenziato le sfide future per la città. Senza rinunciare a rivendicare con orgoglio il ruolo di Trento verso la Provincia, cui rimprovera di avere poca visione.
D. Sartori, "L'Adige", 11 febbraio 2015


Sicurezza, leggi poco efficaci
«Sicurezza - ha detto il sindaco al Consiglio comunale - significa prima di tutto difesa dal pericolo». E per Andreatta non è il disordine sociale («un paio di episodi in alcuni anni»). «Il pericolo vero - dice il sindaco - è quello degli incidenti stradali, prima causa di mortalità e di invalidità permanente per i giovani fino a 30 anni; della violenza contro le donne» e «del bullismo». Per contrastare la criminalità serve «prevenzione», non basta la repressione. Andreatta però dice che «non dovremo abituarci a convivere con il degrado», e aggiunge che la microcriminalità c'è anche per «una legislazione un po' troppo permissiva, che vanifica le azioni di contrasto, come gli spacciatori e gli autori di azioni predatorie sanno fin troppo bene». Su questo serve che si agisca per «riaffermare il valore del rispetto delle regole». In prospettiva, poi, il sindaco mette sul tavolo interventi per tutelare le vittime di furti e truffe.
Basta spesa pubblica iniqua
«Ogni spesa pubblica deve interrogarsi sull'utilità che davvero riesce a conseguire - ha detto ancora il sindaco - Dobbiamo avere il coraggio di selezionare» e «di avere gli strumenti per rendere conto dei risultati che abbiamo ottenuto con queste risorse» e «distinguere in maniera rigorosa cosa distingue un diritto da un privilegio». Occorre, infine, non dare «per scontato che qualunque spesa pubblica genera un beneficio pubblico». 
Tagli sì, ma con equità
«In futuro si dovranno fare delle scelte ancora più radicali, che non saranno indolori» ha detto Andreatta con riferimento ai futuri risparmi obbligati dal bilancio. Ma lo si dovrà fare non con «tagli lineari» perché «non c'è nulla di più ingiusto che fare parti uguali tra disuguali». Conseguenza di questo ragionamento anche il rifiuto degli appalti al massimo ribasso che sono solo il «tentativo di scaricare i tagli sull'anello più debole».
Città da ricostruire
«Non ci sono più le ragioni per proseguire una fase espansiva, edificatoria, cumulativa, anche dispersiva» ha sottolineato Andreatta. Che ritiene vada liberato tutto quel patrimonio di invenduto e inutilizzato tra le abitazioni che ancora c'è.
Provincia bocciata in visione
Alla Provincia il sindaco chiede di essere all'altezza delle competenze che le permetterebbe di essere «un piccolo Stato», mentre spesso si comporta invece «come un grande Comune». Andreatta le rimprovera di non avere fatto alcune riforme necessarie e avere «regole talora soffocanti». Soprattutto si chiede alla giunta Rossi di non rinunciare, perché le risorse si riducono, «a tutte le scelte più ambiziose e di forte prospettiva».


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