Caso Zanoni, la riposta dei garanti

La tempesta era uno starnuto. La Commissione dei Garanti del Pd ha decretato che Alessio Zanoni, assessore comunale ai lavori pubblici del Comune di Riva e segretario del Partito democratico di Riva, può continuare con il doppio incarico, politico e amministrativo. Non c’è quindi incompatibilità.
"Trentino", 6 febbraio 2015

La decisione dei Garanti Dario Torboli, Antonio Iovene e Valeria Parolari, è arrivata il 3 febbraio ed è frutto più che di considerazioni di carattere normativo, («in base al tenore letterale della norma non pare esservi alcun dubbio circa l'incompatibilità del segretario con la carica di assessore» scrivono infatti), di valutazioni politiche e di opportunità. Gli stessi garanti, infatti, ritengono che la norma contenuta nello statuto nazionale – cui si era aggrappato Ezio Viglietti per presentare il ricorso contro Alessio Zanoni – è da una parte poco chiara e lacunosa, dall'altra sistematicamente “violata” da autorevoli rappresentanti del Pd: partendo dal premier Matteo Renzi, segretario nazionale dei democratici già da quando era sindaco di Firenze, per passare alle segreterie provinciali di Trento e Bolzano, coperte rispettivamente da un assessore comunale e da un sindaco. Nel caso specifico gli stessi garanti hanno osservato come Zanoni abbia assunto l'incarico di segretario quando era già assessore, sottolineando come sia stato un “onere” e non un vantaggio.
Un'argomentazione non secondaria, visto che la ratio della norma risiede nella volontà di evitare che un segretario di sezione possa utilizzare la carica per ottenere visibilità e incarichi amministrativi. Nel caso in questione il segretario del Pd un incarico già lo aveva, e da parecchi anni. Proprio alla luce di quello che ai Garanti appare come un corto circuito normativo, soprattutto per realtà piccole come quella trentina, è stato chiesto alla Commissione nazionale dei garanti di rivedere l'articolo della Statuto per evitare un altro “caso Zanoni”.
Da parte sua, Zanoni già a settembre dello scorso anno aveva chiesto lumi al partito, esplicitando in una lettera ai vertici l'intenzione di passare il testimone se fossero emersi elementi di incompatibilità. Inoltre i Garanti sottolineano come l'assemblea del circolo rivano abbia riconosciuto ampiamente il mandato nel corso dell'ultima assemblea, che ha visto la relazione di Zanoni incassare 39 voti favorevoli e una sola astensione, appunto quella di Ezio Viglietti. Tutte argomentazioni, quelle dei Garanti, che erano già state espresse sia durante l'assemblea sia su questo giornale da Renato Ballardini, voce al di sopra di ogni sospetto considerando che all'epoca dell'elezione di Zanoni aveva apertamente sostenuto l'”avversario” Paolo Domenico Malvinni. In teoria Viglietti, autore del ricorso respinto, ora potrebbe ricorrere ulteriormente al Consiglio nazionale. Lo stesso Viglietti tuttavia è stato recentemente espulso dal Pd per essere entrato in una commissione comunale di Arco quale rappresentante del M5S. Ergo, un eventuale ricorso rischierebbe di non essere neppure preso in considerazione in quanto non più iscritto al Pd. Si dovrebbe quindi chiudere un capitolo che ha dimostrato ancora una volta la capacità del Pd, soprattutto alla luce dell'epilogo della vicenda, di farsi del male da solo.

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«In base al tenore letterale della norma dello Statuto nazionale non pare esservi alcun dubbio circa l'incompatibilità del segretario del circolo del Pd di Riva del Garda con la carica di assessore comunale dello stesso Comune. Ma la Commissione di Garanzia del Partito Democratico del Trentino ritiene che, nel caso di specie, dichiarare il segretario del Circolo di Riva Alessio Zanoni incompatibile con la carica di assessore potrebbe avere il deleterio difetto di creare instabilità, a tre mesi dalle elezioni amministrative, all'interno del Circolo stesso».
È questo il succo della decisione finale della commissione provinciale di garanzia del Pd che in questi giorni si è espressa ufficialmente in merito al ricorso presentato da Ezio Viglietti, «espulso» dal partito l'8 gennaio scorso ma sub-judice (con sospensione dello stesso provvedimento di cancellazione) considerato il ricorso presentato dallo stesso alla commissione nazionale dei garanti.
Nelle tre paginette che compongono la delibera, il presidente Dario Torboli e i commissari Antonio Iovene e Valeria Parolari di fatto confermano la linea espressa già un mese fa dalla segretaria provinciale Giulia Robol: «Le opportunità politiche che hanno portato all'elezione di Alessio Zanoni nel 2013 sono tutt'oggi riconfermate, forse in maniera ancora maggiore, visto l'approssimarsi delle elezioni amministrative». 
Nella delibera di questi giorni i garanti democratici ricordano come sul tema «incompatibilità» si erano già espressi con una nota ufficiale il 10 giugno 2014, «attenendosi scrupolosamente ai precetti dello Statuto provinciale e nazionale, al fine - scrive la commissione - di elencare le incompatibilità normate dai predetti Statuti». «Lo Statuto nazionale, all'art. 21, comma 2, lettera d, - ricordano i garanti - afferma che "la carica di segretario di circolo o di segretario cittadino è incompatibile con quella di sindaco o assessore". In più, lo stesso articolo 21, al comma 10, prevede espressamente che gli Statuti delle unioni provinciali di Trento e Bolzano stabiliscano le incandidabilità e incompatibilità, fatto salvo quanto previsto ai commi 2 e 4 dello stesso articolo. Trattasi quindi di una norma inderogabile.
In base al tenore letterale della norma - affermano Torboli, Iovene e Parolari - non pare esservi alcun dubbio circa l'incompatibilità del segretario del Circolo del PDT di Riva con la carica di assessore comunale dello stesso Comune». 
Ci sono comunque diversi «però», rilanciano gli stessi garanti. Prima di tutto «la volontà dell'assemblea di Circolo di riconfermare nell'incarico di segretario e assessore Alessio Zanoni, con 39 sì su 40 votanti e la sola astensione dello stesso Viglietti». Quindi il fatto che Zanoni è stato chiamato a segretario del Circolo «quando era già assessore comunale e non si può pertanto ritenere - scrive ancora la commissione - che la carica di segretario del Circolo sia stata, in qualche modo, strumentale all'elezione ad assessore. Si può dire, invece, che Zanoni, da assessore comunale, abbia accettato l'"onere" della carica di segretario al fine di risollevare le sorti, compromesse, del Circolo stesso».
I garanti quindi sollecitano alla commissione nazionale di garanzia «l'incongruenza del dettato statutario» chiedendone il ripensamento, valutando l'opportunità di una modifica statutaria o quanto meno, una deroga alla stessa». Fermo restando che la commissione provinciale di garanzia del Pd trentino «ritiene che dichiarare il segretario del Circolo di Riva incompatibile con la carica di assessore potrebbe avere il deleterio difetto di creare instabilità, a tre mesi dalle elezioni amministrative». 

«Mi sono fatto carico di un onere e non ho avuto alcun vantaggio»
il segretario Zanoni rimarca «il consenso e la fiducia avuti dall'assemblea»
«Non commento i provvedimenti, io faccio politica. La mia soddisfazione personale deriva dal fatto che la commissione dei garanti ha riconosciuto come due anni or sono, mettendomi a disposizione per la segreteria di Circolo, io mi sia fatto carico di un onere. Senza tornaconti, visto e considerato tra l'altro che ero già assessore comunale. Questa per me è la più grande soddisfazione».
Alessio Zanoni, assessore della giunta Mosaner e dal dicembre 2013 segretario del Circolo del Pd di Riva, Tenno e Nago-Torbole, mantiene un basso profilo rispetto al pronunciamento della commissione provinciale di garanzia del partito sul ricorso presentato dall'ormai ex iscritto Ezio Viglietti. «Io sono il primo a rispettare le regole - rimarca Zanoni - E così è stato anche in questa circostanza. All'epoca della mia candidatura alla segreteria di Circolo ebbi il via libera dall'allora commissione di garanzia e nel giugno scorso, quando venne trasmessa la prima lettera della commissione dei garanti che sollevava la questione, scrissi immediatamente a Trento per chiedere cosa dovevo fare. Ora - incalza Zanoni - il pronunciamento della commissione provinciale mi sembra sia chiarissimo. Come è chiaro che sono gli stessi garanti provinciali ad affermare che le regole non sono ottimali e chiedono un loro cambiamento». Secondo il segretario «tutta questa vicenda non ha e non ha mai avuto spessore politico». 
È vero però, come scrivono gli stessi garanti, che «in base al tenore letterale della norma non pare esservi alcun dubbio circa l'incompatibilità... ma - prosegue letteralmente il documento - dichiarare il segretario di Riva incompatibile con la carica di assessore potrebbe non avere alcun senso ma anzi potrebbe avere il deleterio difetto di creare instabilità all'interno del Circolo a tre mesi dalle elezioni amministrative»...? «Io sto ai fatti - ribatte Zanoni - I fatti dicono che la commissione si è espressa a mio favore e che contano il consenso e la fiducia pressoché totali dell'assemblea di Circolo».

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