Ok Dellai nel Pd, ma non sia la Margherita

Attraversiamo una fase di rapide trasformazioni. Il centrosinistra autonomista ha rappresentato una felice anomalia per la sua capacità di interpretare le aspirazioni della società trentina. Se vorrà essere capace anche in futuro di essere protagonista di un progetto per l'autonomia dovrà sapersi evolvere comprendendo la stagione di grandi mutamenti che stiamo vivendo.
Luigi Olivieri, "L'Adige", 7 febbraio 2015


È un dibattito che deve attraversare in particolare il progetto del Partito democratico del Trentino che non può rinchiudersi dentro i propri steccati o considerarsi una mera succursale del Pd nazionale. Tale prospettazione era centrale anche nella mozione di Giulia Robol a segretario del Partito democratico del Trentino che ho sostenuto.
Anche considerando il dibattito interno ai partiti della coalizione dobbiamo saper promuovere una coraggiosa iniziativa politica e riprendere quello sforzo di apertura e inclusione che ha interrotto la nostra crescita in questi anni e quindi ci ha impedito di essere davvero guida politica del centrosinistra autonomista. Sono convinto ci sia bisogno per il futuro di un partito unito con chiari riferimenti nazionali ed europei, ma al tempo stesso capace di costruire una proposta per il Trentino con le sue specificità. Questo è fondamentale per riuscire ad affrontare i cambiamenti in atto utilizzando gli strumenti dell'autonomia per promuovere sviluppo ed equità sociale. Dobbiamo far diventare il Pd del Trentino una forza coesa, capace di incidere sull'agenda di governo. Ed è in questo senso che, aldilà della discussione sugli assetti, ritengo fondamentale costruire un progetto territoriale che, raccogliendo anche gli elementi di innovazione emersi dalla proposta elaborata dagli organismi dirigenti dell'Unione per il Trentino, sia in grado di riprendere il filo del percorso che era stato avviato durante la sua fase costituente: non quindi una mera riedizione del progetto della Margherita, ma un Pd trentino che sia in grado di interpretare in chiave contemporanea la tradizione riformista e popolare della nostra terra, tradizioni politiche che hanno costruito un'autonomia inclusiva e solidale.


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