Ecco il Piano della salute 2015-2025

Dopo la presentazione ad associazioni e gruppi di interesse la bozza di Piano sanitario provinciale 2015-2025 prosegue la fase della consultazione con la presentazione oggi da parte dell'assessore Donata Borgonovo Re alla commissione politiche sociali del Comune.
F. Gottardi, "L'Adige", 26 novembre 2014


La proposta è divisa in cinque macro-obiettivi, tre tematici e due di tipo trasversale. Il primo obiettivo, il più articolato, si intitola «Più anni di vita e in buona salute» ed è il tentativo di contrastare efficaciemente i principali problemi di salute ad iniziare dalle grandi categorie di malattie cronico-degenerative, gli incidenti, i disturbi muscolo-scheletrici e la salute mentale occupandosi di tutto l'arco della vita.
Sostenere la genitorialità.
L'intervento sulle condizioni di base per una partenza in salute significa sostenere i genitori con figli nel proprio ruolo attraverso interventi di informazione e con azioni specifiche rivolte ai gruppi fragili. Il Piano prevede di individuare precocemente situazioni di fragilità genitoriale e bisogni speciali nel bambino e nell'adolescente (depressione post-partum, adozioni, minori stranieri non accompagnati), particolari patologie (anche psichichiatriche), ritardi nello sviluppo, traumi dovuti ad abusi e maltrattamenti. Attivare interventi di sostegno con collaborazioni tra servizi socio sanitari, terzo e quarto settore, servizi ospedalieri e territoriali. Favorire la prevenzione delle conseguenze sulla salute derivanti dall'uso di determinate sostanze e dalla pratica di attività rischiose come il gioco d'azzardo.
Ospedale e territorio amici dei bambini.
Estendere a tutti gli ospedali il riconoscimento già ottenuto dal S.Chiara secondo le buone pratiche raccomandate da Oms e Unicef.
Diagnosi precoci in età pediatrica.
Offrire lo screening audiologico e per ipovisione in tutti i punti nascita e presso le scuole materne e i servizi vaccinali. Valutare l'opportunità di avviare percorsi di diagnosi precoce per problemi di salute mentale.
Malattie infettive.
Raggiungere la copertura dell'85% per il morbillo. Vaccinare le donne in età fertile contro la rosolia. Promuovere la vaccinazione delle donne con rubeo test negativo dopo il parto e l'interruzione di gravidanza prima della dimissione con particolare attenzione alle giovani immigrate.
Percorsi per l'adolescenza.
Promuovere progetti che favoriscano la socializzazione, la partecipazione dei giovani allo sport, sostenere le attività autopromosse. Sviluppare linee guida per la salute mentale con attenzione ad adolescenti adottati, affidati, immigrati di seconda generazione e in crisi adolescenziale.
Incidenti stradali.
Promuovere la riduzione della velocità sulle strade attorno alle scuole e ai luoghi di aggregazione giovanile. Incrementare i controlli sull'uso corretto dei seggiolini e delle cinture sui sedili posteriori.
Incidenti domestici.
Migliorare la conoscenza sulla prevenzione dagli avvelenamenti in ambito domestico. Individuare gli anziani a rischio infortunio e attivare interventi di riduzione dei rischi.
Salute della schiena nei luoghi di studio e lavoro.
È importante promuovere una maggiore sensibilizzazione sull'importanza della prevenzione delle patologie della colonna vertebrale inserendo concetti di ergonomia corporea nei curricola scolastici e nei processi produttivi offrendo a scuole e aziende un percorso formativo.
Promozione della salute mentale.
Promuovere modelli di prevenzione volti a contrastare i fattori di rischio e potenziare quelli di protezione. Maggiore integrazione dei servizi di Neuropsichiatria infantile, Psichiatria e Psicologia clinica con attenzione all'età evolutiva e adolescenziale. Garantire percorsi assistenziali adeguati.
Malattie croniche.
Intervenire precocemente sui fattori di rischio come l'ipertensione, il fumo, l'alcol, l'ipercolesterolemia, la cattiva alimentazione. Rafforzare un sistema di cure primarie.
Processi di inclusione contro l'emarginazione.
Intervento tempestivo nel caso di insorgere di situazioni di rischio come la perdita del lavoro o della casa. Sistema di accoglienza dignitoso per i senza fissa dimora.
Invecchiamento attivo.
Promuovere la cultura dell'attività fisica e della socializzazione. Ampliare l'offerta di servizi a basso intervento assistenziale che facilitino la permanenza degli anziani nel proprio ambiente di vita. Supportare le famiglie nella cura e sostegno delle persone anziane.
Disabilità.
Condividere con la persona e i suoi familiari un piano assistenziale individualizzato conosciuto anche dagli operatori sociali.


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