SARA FERRARI: lavoriamo per contrastare la disoccupazione delle giovani donne

Il dato che emerge dalla lettura delle statistiche sulla occupazione nel primo trimenstre di quest'anno richiede sforzi specifici per contrastare la disoccupazione e quella delle giovani donne in particolare. Il dato più sconcertante è il differenziale tra l'occupazione di giovani uomini e giovani donne. Le motivazioni sono molteplici. C'è purtroppo anche in Trentino una questione culturale e  processi di discriminazione di genere ancora presenti nel mondo economico come in quello sociale. Vi sono purtroppo anche debolezze sul lato della spendibilità sul mercato del lavoro dei percorsi formativi scelti prevalentemente dalle donne.
Sara Ferrari, 11 luglio 2014 

 

Se le ragazze hanno andamenti scolastici pari, se non migliori, ai loro coetanei le loro competenze si spendono in percorsi formativi più “deboli”.

Alcuni approfondimenti indicano come la scelta di percorsi scolastici e/o formativi sia condizionata in modo spesso non consapevole dall'esposizione a stereotipi di ruolo differenziati per genere fin dalla prima infanzia. Un altro dato da prendere in considerazione è il basso numero di imprese femminili sul nostro territorio.

Il “rischio” maternità resta poi ancora un elemento di “debolezza” in base al quale le aziende continuano ad investire preferibilmente su figure maschili.

In termini concreti dobbiamo agire nel breve periodo con diverse misure.

Far partire i nuovi interventi della “Garanzia giovani” appena varati.

Sostenere con più decisione gli interventi e le iniziative dell'Agenzia per il Lavoro dedicati alle donne. Incentivare gli strumenti a sostegno del “welfare aziendale” per riorganizzare la struttura aziendale al fine di conciliare i tempi di vita con quelli di lavoro.

Potenziare l'orientamento e  rendere i percorsi scolastici e universitari più coerenti con le richieste e con le opportunità del mondo del lavoro. Estendere ilServizio Civile come strumento di avvicinamento al mondo del lavoro.

Rafforzare gli interventi nelle scuole per contrastare gli stereotipi di genere che “limitano” le competenze delle bambine verso le materie tecniche e scientifiche.

Spingere maggiormente sull'autoimprenditorialità delle ragazze. Su questo punto abbiamo recentemente rivisto gli interventi specifici a sostegno dell'imprenditoria femminile e giovanile rendendoli più semplici. A sostegno delle donne che vogliono fare impresa chiederemo a Trentino Sviluppo un'attenzione particolare di consulenza e tutoraggio.

Rafforzeremo anche lo strumento della co-manager a supporto delle imprenditrici e delle lavoratrici autonome nel momento della nascita dei figli e dei bisogni di cura degli anziani.

Di fondo c'è però uno sforzo culturale che dobbiamo fare tutti assieme. Tutte le ricerche internazionali dimostrano come dove vi è più parità tra tassi di occupazione maschile e femminile e dove vi è più parità nei ruoli di responsabilità vi è anche un tasso di sviluppo maggiore e una società con maggior benessere.


inviato da Bruno Redolfi il 20 agosto 2014 11:12
Purtroppo le discriminazioni non sono solo di genere ma anche di categoria sociale visto il modo poco trasparente delle assunzioni specie di ragazze giovani negli enti partecipati. Vorrei che l'assegnazione di tali posti a parità di titolo, per tutti quelli che ne fanno domanda, non comportasse raccomandazioni. Per fare questo ,visto che la domanda è alta e l'offerta è bassa prevedere anche estrazioni a sorte. Gli enti sopra citati non rispondono mai ai alle richieste di lavoro salvo scoprire poi che in quei posti qualcuno ci è andato. Questo per un elementare principio di giustizia ed eguaglianza. Bruno Redolfi
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